Erasmo Cinque: «Marchini leader. Da Roma a Palazzo Chigi per l’Italia»

13 giugno 2013 ore 15:22, Domenico Naso
Erasmo Cinque: «Marchini leader. Da Roma a Palazzo Chigi per l’Italia»
Erasmo Cinque
, costruttore e imprenditore romano, è un uomo che evidentemente ama la politica. Già in passato è stato kingmaker di nuovi leader, a cominciare da Gianfranco Fini nel 1993, all’epoca del boom alle comunali di Roma. E ora, a quanto pare, ha deciso di riprovarci. Alle ultime amministrative capitoline ha appoggiato convintamente Marchini e oggi spiega a IntelligoNews il piano per lanciare il bell’Alfio a livello nazionale. C’è chi pensa che la candidatura di Marchini al Campidoglio sia solo il primo passo verso qualcos’altro. È così? «È chiaro che l’operazione politica delle comunali era una prima presentazione sul palcoscenico politico italiano. Il progetto è molto più ampio e ambizioso e si rivolge a tutto il popolo di moderati che in massa ha disertato le urne. E il tasso di astensione ha dimostrato che si tratta di numeri importanti». Rivolgersi ai moderati per dire cosa? «Serve una operazione che permetta a tutti coloro che fino a oggi non sono stati soddisfatti della proposta politica. Ne serve una nuova, che garantisca un futuro soprattutto sul piano dello sviluppo economico». Cosa hanno sbagliato i partiti che ci sono adesso? «Nessuna forza politica è stata capace di mettere insieme una proposta efficace contro la crisi. E noi siamo convinti che neanche questo governo ci riuscirà. Serve fantasia, capacità ma soprattutto un grande amore per gli italiani». L’operazione Marchini punta ai delusi del centrodestra? «Non è un’operazione verso il centrodestra o verso il centrosinistra, ma verso tutti quegli italiani che hanno bisogno di una proposta nuova e diversa che inneschi una crescita economica basata su un rapporto diverso con l’Europa e con il mondo del lavoro. E dobbiamo soprattutto evitare che si ripetano gli errori che hanno portato l’Italia in recessione. Le faccio un esempio...» Prego... «Il piano di sviluppo energetico di Silvio Berlusconi è stato vanificato. Le conseguenze, però, le hanno pagate sessanta milioni di italiani che oggi ricevono bollette quadruplicate. E le imprese non sono competitive perché pagano un conto energetico enorme. Ecco, dobbiamo affrontare questo dossier e portarlo a soluzione. E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei fare». Crede che gli italiani si fideranno di Marchini? «Quando capiranno che c’è qualcuno pronto a sacrificarsi per il bene del paese, risponderanno in maniera assolutamente positiva».
autore / Domenico Naso
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