Prima rata Tasi, è caos per gli agricoltori

13 giugno 2014 ore 13:24, Marta Moriconi
Prima rata Tasi, è caos per gli agricoltori
Il prossimo 16 giugno scade il termine per il pagamento della prima rata della Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, dall'illuminazione pubblica alla manutenzione stradale.
2.300 saranno i comuni italiani interessati e per gli agricoltori un duro colpo, perché il pagamento della Tasi per loro varrà su tutti i fabbricati rurali, sia abitativi che strumentali, con aggravi significativi della tassazione. A denunciare il peso che grava sopra alla cataegoria, la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che evidenzia "una generale mancanza di attenzione verso il settore agricolo, sottoposto a Tasi anche sui fabbricati rurali strumentali (vale a dire stalle, rimessaggi degli attrezzi, depositi) in base all'aliquota stabilita dalla legge: solo pochi comuni hanno ridotto l'aliquota e soltanto in quei comuni dove è stato stabilito di tassare, attraverso la Tasi, la sola abitazione principale si registra l'esclusione per fabbricati agricoli strumentali". A quanto descritto, si aggiunge secondo la Cgia, anche "la previsione di assoggettamento a Imu dei terreni agricoli ubicati nei territori di collina e di montagna, prevista dal decreto 66 del 2014, in attesa di regolamentazione, fino al 2013 esentati dall'imposta". Tutto questo, osserva la Cia, "rischia di provocare una situazione insostenibile per migliaia di agricoltori che rischiano di trovarsi nell'impossibilità di pagare un aggravio impositivo non giustificato e, oltretutto, privo di qualsiasi principio di gradualità". Ecco perché, rileva il presidente della Cia, Dino Scanavino, "riteniamo essenziale che i circa 6 mila comuni che devono ancora deliberare sull'applicazione della Tasi operino tenendo conto della specificità del settore agricolo e della composizione del patrimonio immobiliare produttivo, escludendo dall'assoggettamento a tributo almeno i fabbricati rurali strumentali". A questo proposito Scanavino ha annunciato l'invio di una lettera al presidente dell'Anci, Piero Fassino, per chiedere un incontro sul tema e affrontare il "nodo agricolo".
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