Da Mafia Capitale ai migranti: degrado, corruzione e tante chiacchiere

13 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Da Mafia Capitale ai migranti: degrado, corruzione e tante chiacchiere
Da un lato i magistrati che interrogano indagati e arrestati, dall’altra la politica che si incarta su commissariamento sì o no del Campidoglio, voto anticipato, dimissioni di Marino, gestione migranti. Intanto esplodono altri due casi – tra i tanti in giro per l’Italia – che infiammano le polemiche e fanno salire la tensione nei quartieri delle città dove di tutto ci sarebbe bisogno, meno che di chiacchiere politiche. 

Roma come Milano, stazione Centrale e stazione Tiburtina. Nascono Comitati di cittadini arrabbiati e commercianti esasperati, coi negozi vuoti e i clienti che se ne tengono alla larga. Migranti abbandonati per strada perché non c’è posto nei centri di accoglienza ormai al collasso. Settimana complicata, tra Mafia Capitale ed emergenza migranti.

NUOVI ARRESTI E NUOVE POLEMICHE. Il tam tam politico si concentra sul Campidoglio, ‘assediato’ dai partiti di opposizione che chiedono le dimissioni del sindaco ma anche da molti cittadini che sotto la statua di Marco Aurelio urlano “Marino dimettiti”. Il primo cittadino tiene il punto e non molla ma è altrettanto vero che ai livelli più alti – come rivela Repubblica – si starebbe pensando a un commissariamento soft che altro non sarebbe che un ‘sindaco sotto tutela’ del prefetto Gabrielli. Vedremo.

L’altro dato della settimana è il caos Pd romano (con riflessi nazionali), tra Orfini che cerca di salvare la ‘baracca’ e chi tra i renziani di rito ortodosso preferirebbe un azzeramento totale e una ripartenza. Orfini Vs M5S è il tormentone settimanale, non solo sui media e nei talk, ma anche a colpi di querele incrociate. 

Intanto Intelligonews raccoglie le voci di politici e non, approfondendo un tema ‘esplosivo’ che incrocia l’emergenza migranti, usata dai corrotti dell’inchiesta Mafia Capitale per “magnasse Roma…” come sogna Buzzi nelle intercettazioni telefoniche. Il consigliere capitolino dei Radicali Riccardo Maggi incalza Marino sul governo della città e il collega di FdI Fabrizio Ghera ci mette sopra il carico quando dice: “Altro che fascio-mafia. Perché Marino teme il voto?”. E mentre il sindaco pensa già al Giubileo, c’è chi come il consigliere capitolino Alessandro Onorato (Lista Marchini) che ‘bombarda’ sul voto anticipato. 

REBUS MIGRANTI. Tema caldissimo nei giorni degli sbarchi che non si fermano. Il governatore della Lombardia chiede ai prefetti della sua regione di non dare disposizioni ai Comuni per l’accoglienza dei migranti e ai Comuni di non rispettare quelle disposizioni. Boom. Il filosofo Diego Fusaro a Intelligonews spiega che Roberto Maroni dovrebbe “prendersela con la banche e l’Europa che ha creato la questione meridionale”, e lo scrittore Massimo Fini considera “incomprensibili” la posizione di Maroni e quella dell’Europa. 

Ma è dall’alleato del governo Renzi che arriva la stoccata più pesante. Se ne incarica il senatore Roberto Formigoni che da ex governatore della Lombardia risponde a Maroni e chiede a Renzi un atto di rottura con l’Europa. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda l’europarlamentare di Fi Lara Comi che propone a Bruxelles di non dare finanziamenti agli Stati dell’Ue che dicono no alle quote. Dal versante Pd il parlamentare Khalid Chaouki boccia Maroni e lo incalza a dare risposte sul Cara di Mineo da ex ministro dell’Interno. 

E se Matteo Salvini scalda il motore delle sue “ruspe” e posta su Facebook i numeri di telefono delle prefetture da ‘stressare’ con le proteste dei cittadini, dalla Croce Rossa in prima fila nell’emergenza migranti, il presidente siciliano Rosario Valastro spiega il lavoro quotidiano e rispetto all’allarme scabbia che nel frattempo esplode a Milano con un centinaio di casi accertati dalla Asl, dice che per ora la situazione è sotto controllo ma se continua così, tra un mese… Vista dalle forze dell’ordine, Gianni Tonelli segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) la situazione è drammatica e gli uomini in divisa impreparati ad affrontarne la portata.

Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPoundItalia torna sulle dimissioni del sindaco Marino e a Intelligonews spiega come cambiare Roma in “sei mesi”. Giorgia Meloni leader di FdI si concentra sulle proteste del Comitato di commercianti a Tiburtina e a Marino consiglia di “andare a casa e consentire ai romani di andare al voto”. Dalle file di Fi anche il senatore Maurizio Gasparri attacca invocando l’intervento dell’Esercito per affrontare l’emergenza migranti. Ma è dal Comitato nato a Tiburtina di fronte ai cinquecento migranti che vivono sul piazzale che Fabrizio Montanini (portavoce dei residenti) lancia l’accusa più dura alle istituzioni: “Qui c’è il rischio di una guerra civile”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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