Imu-Tasi è tempo di acconto: tax-day 16 giugno, novità per privati e imprese

13 giugno 2016 ore 21:57, Luca Lippi
In arrivo il tax day che è il 16 giugno, si percepisce  l’avvicinamento della fatidica data dal fatto che i consumi sono drasticamente fermi da circa dieci giorni. Il salasso fiscale alle porte mette i consumatori in modalità “tesaurizzazione” (fermare le disponibilità liquide) a tutto svantaggio dei consumi interni, le ripercussioni, statisticamente, si leggeranno fra oltre un mese, e le entrate del tax day saranno in gran parte erose attraverso un mancato introito di Iva.
l 16 giugno i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall'abitazione principale dovranno versare l'acconto dell'imposta municipale e della tassa sui servizi indivisibili.i contribuenti potranno scegliere se versare il 50% dell'imposta o l'intero importo in un'unica soluzione. Nel caso si scelga il versamento in due rate, il saldo dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2016.
La novità di quest’anno è  l’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, quest’anno l’acconto sarà di 10,1 miliardi di euro (20,2 miliardi di euro in totale). 
A tale proposito Guglielmo Loy, segretario confederale Uil dice che: “Il costo medio dell’ Imu/ Tasi su una seconda casa  sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare con l’acconto), con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città. Se si prendono in considerazione i costi dell’ Imu/ Tasi sulle prime case, cosiddette di lusso, (abitazioni signorili, ville e castelli), il costo medio sarà di 2.610 euro (1.305 euro l’acconto di giugno), con punte di oltre 6 mila euro. Anche se sull’abitazione principale non si pagano più le imposte per 3,5 milioni di proprietari non è proprio così”.
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Prosegue Loy che i contribuenti esentati dal pagamento,comunque devono pagare: “coloro che possiedono una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) per la quale l’ Imu/ Tasi va versata con l’aliquota che spesso è quella delle seconde case, con costi medi di 55 euro, con punte di 110 euro".
La media dell’aliquota applicata per le seconde case ammonta al 10,53 per mille, e in molti Comuni (480 municipi di cui 20 Città capoluogo) viene confermata l’addizionale Tasì (fino ad un massimo dello 0,8 per mille), introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali.
Sempre il segretario confederale Uil spiega: “Il 41% (14,5 milioni di persone) del totale dei contribuenti con redditi da lavoro dipendente e pensione (39,5 milioni di persone) possiede un immobile diverso dall’abitazione principale. E non si tratta di persone propriamente benestanti  dal momento che il 68% di essi (9,8 milioni di persone) dichiara un reddito al di sotto dei 26 mila euro”. Con l’abolizione della Tasi sulle prime case, i quasi 20 milioni di proprietari (19.728.834), quest’anno risparmieranno mediamente 191 euro, che salgono a 203 euro se l’immobile è ubicato nelle Città capoluogo di provincia.
Riguardo l’Imu per le imprese, per le quali è stata eliminato da quest’anno a tassa sugli imbullonati, per i fabbricati di categoria D ed E, la rendita catastale non deve più tener conto degli impianti e dei macchinari funzionali al processo produttivo. I contribuenti devono quindi presentare un Docfa rettificativo agli uffici dell’agenzia delle Entrate. Se il documento viene presentato entro il 15 giugno, la minore rendita può essere utilizzata già in sede di primo acconto.  Se invece il Docfa viene presentato oltre quella data, la decorrenza slitta al prossimo anno. In linea di principio, si considerano le rendite risultanti in catasto al 1° gennaio di ciascun anno.
I soggetti passivi Imu sono il proprietario e i titolari di diritti reali di godimento. Mentre la Tasi chiama in causa anche il detentore, per una quota tra il 10 e il 30 per cento. Nel leasing, per tutta la durata del contratto il soggetto passivo è l’utilizzatore. In caso si verifichi la risoluzione per inadempimento, ai fini Tasi la soggettività passa alla società di leasing solo a decorrere dalla riconsegna del bene. Per i fabbricati oggetto di concessione demaniale, il debitore dell’Imu è sempre il concessionario; mentre per la Tasi si applicano le regole ordinarie.
L’aliquota dei beni d’impresa è decisa dal Comune. Occorre dunque leggere con attenzione le delibere locali, anche per poter applicare le regole stabilite per eventuali agevolazioni. Per i fabbricati merce delle imprese costruttrici spetta l’esenzione Imu, purché non siano locati. Tali fabbricati sono invece soggetti a Tasi, salvo diversa delibera comunale, entro l’aliquota massima del 2,5 per mille. Questo limite si applica già in sede di primo acconto, anche nei Comuni che l’anno scorso avevano deliberato la maggiorazione Tasi dello 0,8 per mille.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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