Gb, meno dieci a Brexit: partono ricatti, paure e promesse (Cameron in primis)

13 giugno 2016 ore 11:40, Americo Mascarucci
E' iniziato il conto alla rovescia in Gran Bretagna sul referendum relativo alla Brexit, ossia la possibilità che il Regno Unito possa uscire dall'Unione Europea.
Il ministro dell’Economia tedesco Wolfang Schaeuble è intervenuto drasticamente per dire "Dentro è dentro, fuori è fuori", cioè che se la Gran Bretagna esce dall'Unione Europea, esce da tutto, mercato unico compreso.
Per Schaeuble una soluzione sul modello della Svizzera o della Norvegia non è ipotizzabile, dal momento che verrebbe chiesto alla Gran Bretagna di "rispettare delle regole di un club da cui vuole ritirarsi". Ricatto? Minaccia? 
I sondaggi sono altalenanti e il rischio che la Brexit possa essere approvata dalla maggioranza dei britannici è tutt'altro che un'eventualità remota.
Il premier David Cameron è sinceramente preoccupato così come l'intero fronte europeista.
Perché, una vittoria di Brexit avrebbe ripercussioni a catena sia interne che esterne al paese.
Cameron ha addirittura ricordato come l'Unione Europea fino ad oggi abbia garantito la pace in Europa, cosa che non sarebbe più garantita nel caso l'Unione venisse meno. Insomma l'Europa potrebbe ritrovarsi in guerra con se stessa come avvenuto con le due guerre mondiali. 
Sul fronte interno c'è il problema della Scozia dove un referendum popolare ha recentemente scongiurato l'indipendenza. Tuttavia gli scozzesi sono europeisti convinti e l'uscita dalle Ue potrebbe riaccendere le mire indipendentiste con esiti decisamente imprevedibili.
In secondo luogo con la Brexit si impedirebbe la libera circolazione dei cittadini europei in Gb con ricadute negative sull'economia interna e in più si renderebbe difficile la vita agli inglesi che vivono o lavorano in altri paesi della UE. 
Gli economisti temono in caso di Brexit un rallentamento forte del prodotto interno lordo e una crisi della sterlina con l'obbligo per i governi di imporre forti misure di rigore. 
Insomma la domanda di fondo è sostanzialmente una: il desiderio di riacquistare la piena sovranità e liberarsi dai vincoli europei può valere tutto questo? Cameron cerca di disinnescare la mina annunciando che, se vincerà il sì e quindi gli inglesi sceglieranno di restare in Europa, comunque i rapporti con la Ue cambieranno e l'Inghilterra si farà sentire di più. Insomma nessuna sudditanza. Ma basterà questo a convincere gli inglesi? 

Gb, meno dieci a Brexit: partono ricatti, paure e promesse (Cameron in primis)
Ed infine a livello internazionale l'Europa teme che l'uscita della Gb possa presto contagiare anche altri paesi e mandare la Ue in frantumi. Perché il Regno Unito non è la Grecia e l'eventuale uscita dei britannici sarebbe un segnale devastante per l'intera zona euro. Un viatico davvero troppo prezioso per gli anti europeisti. 
Ecco perché si guarda con grande preoccupazione alla data del 23 giugno. Dopo tutto potrebbe non essere più come prima.
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