Dall'Italia non si vede la via Lattea: l'inquinamento luminoso oscura tutto

13 giugno 2016 ore 15:36, intelligo

di Mario Grassi

Inquinamento luminoso: tra i paesi industrializzati, l'Italia è la peggiore al mondo, assieme alla Corea del Sud. Nel nostro paese è molto difficile vedere il cielo stellato di notte se si vive in città, nella zone rurali il problema è minimo. La gran quantità di luci artificiali rende complesso individuare anche gli astri più luminosi della volta stellata. L’inquinamento luminoso nasconde le stelle ad un terzo dell’umanità: la luce dispersa verso l’alto illumina le particelle in sospensione nell’atmosfera e le stesse molecole che la compongono. Si crea così uno sfondo luminoso, una sorta di patina di luce che impedisce la vista dello spazio.

Per la nazione che detiene la maggior parte del patrimonio culturale mondiale questo non è un vanto. Tutto ciò fa riemergere la polemica di questi giorni tra il premier Matteo Renzi e Carlo Cottarelli, l’ex commissario alla spending review. Il presidente del Consiglio nei giorni scorsi ha riportato che tra i primi provvedimenti di Cottarelli c'era proprio un taglio del consumo di illuminazione pubblica al di fuori dei centri abitati.
Renzi ha affermato che abbassare le luci nelle aree urbane, in particolare nelle periferie, avrebbe causato in realtà un aumento di costi per la sicurezza e la prevenzione sociale. Ma a guardare i risultati di uno studio di una squadra di esperti (per la maggior parte realizzato in Italia 3 delle 9 le firme sono quelle degli italiani Fabio Falchi, Pierantonio Cinzano e Riccardo Furgoni), Cottarelli aveva delle ragioni. Secondo quanto è stato riportato dalla rivista Science Advances in un interessante pezzo è che oltre il 60 per cento degli europei e l'80 per cento dei nordamericani non ha capacità di rappresentarsi le fattezze della Via Lattea.

Fabio Falchi, uno degli autori dell’articolo afferma: “Essere al primo posto in una classifica dei paesi più inquinati dovrebbe far riflettere chi, specialmente a livello politico, continua a opporsi a una limitazione dell’abuso dell’illuminazione artificiale notturna”.

Dall'Italia non si vede la via Lattea: l'inquinamento luminoso oscura tutto
Lo studio è seguito da un gruppo internazionale di cui fanno parte scienziati dell'Istituto italiano di Scienze e Tecnologia dell'inquinamento luminosi (Istil), l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani, il Centro tedesco di ricerca geologica e l'università israeliana di Haifa. Con il contributo sia di scienziati sia di cittadini che si sono adoperati per catalogare le informazioni a loro disposizione , i cosiddetti citizen scientists, i quali hanno fornito oltre il 20 per cento dei dati. Da questi primi risultati, è emerso come Canada e Australia sono le aree con le superfici di cielo più visibile la notte, mentre Italia e Corea del Sud sono i peggiori. l'Italia è in coda anche dal punto di vista del numero degli cittadini che di notte può godersi una stellata: in pratica, 8 italiani su 10 non sono in grado di vedere cosa si estende oltre la mesosfera. La stessa percentuale della popolazione statunitense, ma con la differenza che quest’ultima dispone di sterminate aree praticamente disabitate. Una percentuale superiore (9 abitanti su 10) si registra soltanto nell'area di Singapore. In Europa, le zone che ancora non soffrono di questo male si trovano nel nord della Scozia, in Svezia, in Norvegia e nelle isole greche più isolate. I paesi meno colpiti da inquinamento luminoso sono il Ciad, la Repubblica Centroafricana e il Madagascar, con più dei tre quarti degli abitanti che vivono in condizioni di cielo notturno incontaminato.

autore / intelligo
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