Orlando, Arcigay italiana per le vittime nella Gay Street di Roma (e non solo) - FOTO

13 giugno 2016 ore 11:38, Americo Mascarucci
L'Arcigay italiana interviene sul massacro di Orlando e annuncia una mobilitazione per commemorare le vittime della strage e per rivendicare i diritti. 
"Leggiamo con orrore della strage che si è consumata la scorsa notte nella discoteca di Orlando - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza alla comunità lgbt, colpita da questo attacco, ai familiari e alle persone vicine alle numerosissime vittime. Che si sia trattato di attacco terroristico o di crimine d’odio, la comunità lgbt ricorre come bersaglio esplicito di entrambi i fenomeni: essa viene colpita in quanto destinataria di un odio particolare o perché, come in altri fatti analoghi, rappresentativa dell’esercizio della libertà, in un luogo di divertimento. 
In questo senso, e in entrambi i casi, si colpisce al cuore una comunità che ha fatto della visibilità e del contrasto alla paura una battaglia quotidiana. Già stasera alle 21 assieme ad altre associazioni, Arcigay organizza un presidio nella Gay Street di Roma per ricordare le vittime della strage. 
Domani  altri due presidi ricorderanno le vittime a Milano e a Napoli, dove si trovano  due delle sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Italia. In altre città si stanno organizzando iniziative analoghe, di cui saranno noti i dettagli nelle prossime ore", conclude Piazzoni. 
Intanto monta la polemica per il divieto negli Usa di donare il sangue da parte delle persone gay. 

I vincoli sulle donazioni da parte di omosessuali risalgono in America al 1983, quando a fronte dell'emergenza Aids l'Fda impose il divieto a vita per chi avesse avuto rapporti con qualcuno dello stesso sesso. Un anno fa, dopo le pressioni della società civile, le restrizioni sono state alleggerite: ora gay e bisex possono donare, ma a patto di essersi tenuti alla larga dai rapporti per un anno.
 Anche Paesi come l'Australia e la Gran Bretagna hanno regole simili a quelle statunitensi. 
"Ci sentiamo impotenti. È un oltraggio che il nostro sangue possa essere versato, ma non donato". In queste ore sono infatti molti i gay sopravvissuti alla strage che si sono offerti di donare il proprio sangue ai feriti trovandosi però di fronte ai divieti legali. 
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