Marino, un futuro “circondato e assediato” da un rimpasto renziano?

13 luglio 2015, Americo Mascarucci

Marino, un futuro “circondato e assediato” da un rimpasto renziano?
Sembrerebbe  allontanarsi  per il sindaco Ignazio Marino l’ipotesi scioglimento per mafia della Giunta Capitolina dopo le risultanze della relazione del Prefetto di Roma Franco Gabrielli il quale, pur avendo evidenziato come i condizionamenti mafiosi nella pubblica amministrazione ci siano stati preponderanti in passato e siano continuati anche con l’attuale amministrazione soprattutto a livello periferico (leggi Municipi), ha però  specificato come Marino abbia segnato una certa discontinuità rispetto al passato. Una relazione che più di qualcuno ha definito “pilatesca” e quasi rivolta a salvare la poltrona del primo cittadino. 

Tuttavia se Marino può dormire sonni tranquilli con la consapevolezza di non “essere sciolto” non può però fare altrettanto sul fronte della propria maggioranza. Il Partito Democratico sembra aver ormai abbandonato anche l’idea di far dimettere il sindaco ed andare ad elezioni anticipate, ma allo stesso tempo parrebbe  deciso a rivoluzionare completamente l’amministrazione, azzerando la giunta e ricostituendola daccapo. Marino ha incontrato il commissario del Pd romano Matteo Orfini e con lui ha deciso di avviare una sorta di “fase due” della Giunta capitolina. In pratica si ripartirebbe da zero, formattando i primi due anni di amministrazione e rilanciando l’azione di governo. 

Il problema però è come avviare questa nuova fase, soprattutto perché parrebbe che a guidare il rimpasto dell’Esecutivo comunale,  voglia essere direttamente il premier Matteo Renzi indicando al sindaco una rosa di parlamentari di sua fiducia da inserire negli assessorati chiave, quelli strategici. Il Pd punterebbe ad occupare più spazi possibile a danno degli alleati minori, rivendicando a proprio vantaggio il ruolo di partito guida della coalizione. A farne le spese dovrebbe essere soprattutto Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Nichi Vendola, o meglio ciò che ne è rimasto, che esprime al momento  il vicesindaco Luigi Nieri. 

Il Pd ritiene che il numero due di Marino non possa essere il rappresentante di un partito in fase di smobilitazione, ormai composto da “quattro amici al bar” ed è pronto anche ad andare allo scontro con i vendoliani pur di accaparrarsi la poltrona di vicesindaco in favore di un renziano doc. Naturalmente sia Marino che Orfini hanno smentito di aver concordato rimpasti all’orizzonte e specificato di aver parlato esclusivamente di programmi, ma è chiaro che nel momento in cui si prende atto che una fase politico amministrativa va chiusa e se ne deve aprire un’altra, i protagonisti della prima fase, quella che si intende rottamare, debbano cedere il passo. 

Appare poco credibile che la nuova fase possa guidarla chi ha fallito la prima. Il problema è che Marino non vuole ritrovarsi “sotto tutela”. Renzi probabilmente gli concederà “la grazia” nonostante il ministro dell’interno Angelino Alfano non abbia mandato definitivamente in soffitta l’idea dello scioglimento del Comune per mafia (del resto l’Ncd in Campidoglio sta all’opposizione) ma è chiaro che salvare la poltrona al sindaco un prezzo debba comunque averlo. E il prezzo è proprio quello di una maggiore presenza renziana nella giunta. 

Con Marino insomma “circondato e assediato”?


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