Cosa rossa, De Petris (Sel): “Il quarto polo si candiderà a governare. Ora tutti in discussione”

13 luglio 2015, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, Loredana De Petris, senatrice di Sel, scandisce le tappe che porteranno alla formazione di un nuovo soggetto politico di sinistra “in grado di mettere in campo una nuova proposta per l’Italia”.

Perché sciogliere Sel e cambiare nome al partito?
Cosa rossa, De Petris (Sel): “Il quarto polo si candiderà a governare. Ora tutti in discussione”


«Negli ultimi tempi ci sono stati fatti importanti, alcune rotture dentro al Pd e una perdita di credibilità del Partito Democratico rispetto al suo elettorato. C’è una richiesta che viene dal basso, come abbiamo visto nella vicenda legata alla riforma della scuola, per la costruzione di un soggetto politico che sia in grado di rimettere in campo una nuova proposta per l’Italia che non si limiti solo all’opposizione alle riforme di Renzi. Bisogna ricostruire un’idea di società e di Paese, basata sulla giustizia sociale, ambientale, sulla difesa della scuola pubblica. Oggi non sarebbe più comprensibile andare avanti con tante monadi isolate. Sel investe mettendo, generosamente, a disposizione il suo patrimonio, non è un semplice allargamento, ma un processo partecipato dal basso, democratico, in cui ognuno può avere voce in capitolo. Non è un accordo tra gruppi dirigenti, siamo disponibili a stare dentro a questo progetto, che ovviamente può comportare la messa in discussione di tutto: nome, leadership».

IntelligoNews oggi ha intervistato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista che ha auspicato un “passaggio politico forte” entro luglio. Condivide questo ottimismo sui tempi?

«Luglio mi pare complicato, il 28 probabilmente ci sarà un’assemblea dei parlamentari che in questo ultimo anno hanno condiviso molte battaglie insieme. La definizione di Cosa rossa non mi piace, oggi non dobbiamo definire, dobbiamo fare. Abbiamo lanciato un appuntamento per una grande assemblea costituente da tenere i primi di ottobre in cui far confluire associazioni e movimenti dal basso. Senza di loro il progetto rischierebbe di naufragare. Da qui a ottobre si faranno una serie di fatti, con incontri e discussioni, queste sono le tappe di avvicinamento».


Il senatore Andrea Marcucci del Pd ha scritto su twitter: “Mentri Renzi cambia l’Italia, Vendola cambia nome un’altra volta”. Cosa replica?

«Veramente noi abbiamo costruito Sel dal nulla, nel 2010, abbiamo costruito un soggetto politico che gli ha permesso di poter governare. Chi ha cambiato spesso nome e purtroppo anche i suoi valori fondanti è stato il Pd. Oggi dobbiamo costruire un soggetto alternativo al Pd, un quarto polo che si candidi a governare questo Paese».


Per alcuni Vendola si è mosso adesso per non perdere peso politico nella creazione di questo nuovo soggetto.

«Noi siamo gli unici organizzati e potevamo evitare di fare tutto questo. Quando Fassina, Civati e gli altri sono usciti noi abbiamo detto subito di essere disponibili a un percorso in cui investivamo. Il peso politico è dato dalla consistenza che uno ha, non dalle strategie».


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