Rabino (Sc) avverte: "Nome e simbolo nuovi nel 2016. Verdini? Non abbiamo pregiudizi ma no a sommatorie"

13 luglio 2015, Marco Guerra
Rabino (Sc) avverte: 'Nome e simbolo nuovi nel 2016. Verdini? Non abbiamo pregiudizi ma no a sommatorie'
Si è riunita sabato a Roma la Direzione Nazionale di Scelta Civica. Due gli argomenti all'ordine del giorno approvati entrambi all'unanimità: la definizione della linea politica, affidata a Enrico Zanetti, per il secondo semestre del 2015 e il primo semestre del 2016, e la nomina della nuova presidenza del partito, andata a Salvatore Matarrese. Ma dove sta andando Scelta Civica? E con chi? Alle domande di IntelligoNews risponde il deputato Mariano Rabino, che avverte: "Siamo aperti all’elettorato in libera uscita da Forza Italia".

Alla direzione nazionale di sabato è stata tracciata la nuova linea. Vi muoverete in un’area tra il Pd e il “Forzaleghismo”. 
Insomma a quale elettorato vi rivolgete?

«Noi ci rivolgiamo ad un’area liberale, moderata, e riformista che cerca una nuova rappresentanza civica. Per fare questo vogliamo ripartire dal territorio e uscire dai palazzi, aprendo porte e finestre»

Diciamo che è un processo quasi contrario alla genesi di Scelta Civica che è nata grazie all’impegno di grandi nomi della politica e dell’economia… 

«C’era una legge elettorale diversa e una leadership che chiamò a raccolta molti esponenti del mondo moderato che credevano nel progetto. Ora con il nuovo sistema di voto bisogna rovesciare la piramide, è necessario incentivare l’impegno della gente comune sul territorio e per il territorio»

In questo momento storico però sembrano premiare di più le proposte populiste… 

«C’è tanta brava gente a cui non piace la politica urlata e che ha voglia di una nuova classe dirigente scelta dal basso, per questo nel prossimo semestre promuoveremo una straordinaria mobilitazione per essere presenti alle prossime elezioni amministrative del 2016. Ci candideremo in tutti quei 120 comuni con oltre 15mila abitanti dove si andrà al voto»

I fuoriusciti di Forza Italia guidati da Verdini andranno a dar man forte al governo Renzi. Pensate ad una convergenza con questo gruppo? 

«Non abbiamo pregiudizi ma, allo stesso tempo, non siamo in cerca di sommatorie. Noi, più che altro, siamo aperti all’elettorato in libera uscita da Forza Italia. Poi se una persona specchiata di quel partito vuole dialogare con noi ben venga il confronto. Insomma siamo aperti al dialogo con tutti coloro che cercano un’alternativa al messaggio estremista populista della Lega e di Fratelli d’Italia e all’opposizione del distruzionismo in servizio permanente dei Cinque Stelle. Noi vogliamo fare una proposta fresca con figure all’altezza e non l’assemblaggio di un vecchio ceto politico in disarmo. E, malgrado tutti i nostri difetti, la nostra formazione e il nostro leader Enrico Zanetti sono l’unica cosa nuova dentro l’area liberal democratica italiana»

Dopo 20 anni di bipolarismo ormai sembra un passo quasi obbligato scegliere una coalizione. Voi con chi starete?

«Con l’Italicum il premio va alla lista e non alla coalizione, quindi a maggior ragione noi non ci sentiamo legati alcun schieramento. Anzi vogliamo essere noi stessi un polo di rifermento, il polo liberal-democratico. Guardiamo sicuramente all’Europa. L’altro giorno il presidente dei liberali all’Europarlamento, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento sulla Grecia che rappresenta a pieno il nostro spirito riformista. E nel 2016 ci presenteremo con un nome e un simbolo nuovo che si rifanno ai liberali spagnoli di Ciudadanos».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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