Il tesoro dei narcos custodito meglio di 'El Chapo' nel carcere di sicurezza

13 luglio 2015, Americo Mascarucci
Il tesoro dei narcos custodito meglio di 'El Chapo' nel carcere di sicurezza
Spettacolare ennesima evasione dal carcere per il super boss della droga messicana "El Chapo" Guzman riuscito a fuggire da un penitenziario di massima sicurezza. 

L’evasione è avvenuta attraverso un tunnel con un’imboccatura di 50 cm e profondo un metro, scavato sotto al locale docce del carcere di Altiplano dove si trovava recluso da oltre un anno. Una fuga spettacolare quanto rocambolesca che farebbe quasi invidia all’abate Faria il celebre personaggio de “Il Conte di Montecristo” che nel tentativo di scavare un tunnel nella propria cella in grado di sfociare nel mare, si ritrovò invece nella cella di Edmond Dantes

Adesso in Messico si è scatenata la caccia al boss riuscito ad evadere da un carcere di massima sicurezza per la seconda volta in quattordici anni. 

Guzman, 58 anni, era considerato il barone della droga più ricercato del mondo, alla guida del potente cartello di Sinaola ed era già evaso da una prigione di massima sicurezza nel 2001, nascosto in una cesta per la biancheria sporca. Dopo una latitanza di 13 anni, era stato catturato nel febbraio del 2014. "El Chapo" - diminutivo di "chaparro" (piccoletto) in riferimento al suo metro e 64 di altezza - è fuggito dunque attraverso questo piccolo tunnel. Il cunicolo, lungo un chilometro e mezzo, era collegato a un condotto verticale che scende per dieci metri, munito di uno scala, illuminazione interna, ventilatori e bombole d'ossigeno. 

L'uscita del tunnel era nascosta in una casa, poco lontano dal carcere, a un centinaio di chilometri da Città del Messico. Una via di fuga perfetta, che ha permesso la super boss della droga di farsi nuovamente gioco della giustizia messicana. 

"La fuga di Guzman rappresenta sicuramente un affronto allo Stato messicano ma confido che le istituzioni e in particolare quelle incaricate della sicurezza facciano tutto il possibile per catturare questo delinquente", ha detto il presidente messicano Enrique Pena Nieto, al quale è arrivato l'offerta di aiuto da parte degli Stati Uniti per catturare il fuggitivo.

Sicuramente il super boss avrà avuto dei complici dentro e fuori il carcere che lo hanno aiutato nella fuga. Difficile credere che possa aver fatto tutto da solo. Del resto in Messico i clan della droga hanno un potere pressoché incontrastato e godono di agganci e protezioni ad ogni livello. Per lo Stato certamente la fuga del “re della droga” rappresenta una grande sconfitta, un affronto senza precedenti in considerazione degli sforzi fatti per tredici anni nel tentativo di catturarlo. 

È bastato un tunnel di appena 50 cm per vanificare tanto lavoro e per obbligare lo Stato a ricominciare daccapo. 

Riuscirà la Polizia a rintracciare El Chapo e sbatterlo nuovamente in galera? Certamente il “re della droga” non è solo e sono molti in Messico a vedere in lui, una sorta di eroe. Un eroe negativo, ma pur sempre un eroe con la sua influenza e con i fedelissimi pronti a proteggerlo da ogni pericolo.
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