L'uranio fa ancora paura, verso la legge: per Scanu "non è più rimandabile"

13 luglio 2016 ore 11:17, Micaela Del Monte
Tutelare militari e civili con gli stessi diritti in termini di sicurezza sul lavoro, e la scelta dell'Inail (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) come organo terzo e autonomo, per la valutazione dei rischi cui sono sottoposti i militari e la tutela previdenziale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle Forze Armate. E al personale del ministero del Lavoro la vigilanza sui luoghi di lavoro anche dei militari: questo prevede la proposta di legge formulata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, che porta la prima firma del presidente Gian Piero Scanu, e di circa 160 deputati di tutti i gruppi.

L'uranio fa ancora paura, verso la legge: per Scanu 'non è più rimandabile'
"A oggi
- ha spiegato Scanu, in una conferenza stampa - più di duemila militari hanno fatto domanda di risarcimento per patologie correlate a uranio impoverito, amianto, radon e multifattorialità. Un terzo di loro ha ricevuto risposta positiva. Gli altri sono in attesa di un verdetto o si sono visti negare il risarcimento. Noi - ha sottolineato Scanu - proponiamo di superare l'anacronistica separatezza della giurisdizione della Difesa, portando anche le Forze armate nell'ambito della gestione dell'Inail, organo competente, terzo e autonomo. Non ci possono più essere zone franche. Non ci possono più essere controllati che controllano i controllori. Non ci può più essere un aut aut tra diritto al lavoro e diritto alla salute. Le malattie sulle quali intendiamo intervenire non sono solo quelle correlate all'uranio impoverito, verso il quale è stata alzata una vera cortina fumogena - ha affermato - ma anche dagli agenti patogeni. La proposta di legge cerca di riparare ai danni del passato, non solo nei teatri in cui si svolgono le missioni internazionali, negli arsenali e nei poligoni, ma nei pressi. Ci preoccupiamo di salvaguardare la salute dei lavoratori e degli abitanti". 

"Nessuno vuole criminalizzare le Forze Armate", ha premesso l'ex procuratore Raffaele Guariniello, consulente della Commissione, che ha poi osservato come "dietro questo risultato ci sono tanti processi e tante indagini. La Commissione dovrà anche quantificare l'entità del fenomeno, capire quanti si sono ammalati. I rischi non rimangono chiusi dentro le fabbriche o le aree militari, coinvolgono anche i cittadini".

La calendarizzazione della legge è stata già chiesta: "Siamo la quarta commissione di inchiesta sull'uranio. Il salto di civiltà che auspichiamo non è più rimandabile. Questa proposta - ha concluso Scanu - deve immancabilmente diventare legge in questa legislatura". Nel corso dei lavori della Commissione, il ministro della Difesa Pinotti aveva aperto a "controlli esterni", purché fatti con "equilibrio".

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