Pellegrini-Magnini alla prova Rio, Filippo svela Federica: "Dall'adrenalina al patto del silenzio"

13 luglio 2016 ore 15:40, Lucia Bigozzi
La vigilia è carica di aspettative. Che per Federica Pellegrini significano perfetto mix tra impegno agonistico e questioni di cuore. Davanti ai microfoni racconta di aver “seguito in tv gli Europei di atletica ad Amsterdam, anche se ora siamo presi dagli allenamenti. Ho fatto il tifo per gli azzurri”. E’ in piena fase di preparazione, e dunque massima concentrazione sulle gare, da sola, lei e la ‘sua’ piscina, puntando sempre più in alto. Già, le gare, con in testa il 200 metri stile che sarà, prevede, “di altissimo livello” e “le stesse eliminatorie non saranno semplici, sarà una bella lotta sino all’ultimo millimetro. Personalmente mi sento serena, sono molto distesa. Essere scesa sotto l’1’55” mi dà molta serenità". Sarà lei a portare la bandiera italiana in Brasile, nel giorno dell’apertura dei giochi olimpici, a Rio de Janeiro: “Ci vediamo il 5 agosto sera, sono convinta che ci sarà da divertirsi”, ammette sorridente insieme al compagno – di vita e di squadra azzurra - Filippo Magnini, anche lui consapevole delle performance del team che in Brasile sfiderà tutto e tutti, tenendo alto il buon nome del nuoto italiano di cui sono assoluti portavoce. 

Pellegrini-Magnini alla prova Rio, Filippo svela Federica: 'Dall'adrenalina al patto del silenzio'
Non resiste e davanti ai cronisti parla di Federica e svela un risvolto della loro vita insieme: “Noi viviamo insieme, ma di sport non ne parliamo, fuori dalla vasca non parliamo di nuoto.
È molto raro stare insieme durante le Olimpiadi. Abbiamo orari e ritmi diversi. Le sue Olimpiadi nei 100? Spero, non ne abbiamo parlato, saranno decisioni sue e dello staff. Se mi chiede un parere per me è quello di gareggiare. Federica ha bisogno di sentire l’adrenalina, di essere nervosa, lei deve sentire la gara”. Per Magnini si tratta della sua quarta Olimpiade e i ricordi definiscono il senso di una carriera ricca di successi. E’ consapevole del fatto che Rio de Janeiro arriva nella parte “matura” della sua attività professionale e lo riconosce quando dice che queste Olimpiadi arrivano “alla  fine di una carriera nella quale ho ottenuto tutto. Sono molto sereno, vado per divertirmi. Penso che la tranquillità in un atleta sia fondamentale, a me piace. So che altri amano la tensione. A me piace gareggiare, la gara è il momento più bello per un nuotatore”. Non resta che vederli in movimento, in vasca, nell’acqua: la loro seconda casa. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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