Arpe lancia la "banca non banca" Tinaba: dai partner al valore dell'app

13 luglio 2016 ore 12:29, Americo Mascarucci
Ha fatto il suo esordio il nuovo ecosistema digitale, Tinaba, acronimo di 'This is Not A Bank', società Fintech posseduta oggi al 100% da Sator Private Equity Fund, il fondo promosso da Sator e presieduto da Matteo Arpe.
L'app promette pagamenti senza commissioni e una serie infinita di servizi aggiuntivi.
Il progetto è nato da un'idea dell'ex numero uno di Capitalia su cui ha investito 30 milioni di euro e due anni e mezzo di tempo per sviluppare un' ecosistema di proprietà attraverso il quale trasferire e gestire il proprio patrimonio. 
Uno strumento pensato anche per vincere le resistenze di commercianti e professionisti che non vogliono installare Pos per bancomat e carte di credito.
"L'investimento è stato di oltre 30 milioni di euro - ha spiegato Arpe -, ci sono 60 dipendenti ed è in partnership con Banca Profilo. E' certificata a livello mondiale. Tinaba, un'innovazione tecnologica tutta italiana, è pensata per i giovani, anche dai dodicenni, che possono condividere un 'portafoglio' con i genitori e gestirselo". 

L'app è già disponibile a invito sugli store Apple e Google Play poi a partire dall'autunno sarà aperta a tutti gli utenti che vogliano scaricarla e utilizzarla. 
A partire dal marzo 2017 Tinaba potrebbe anche stringere accordi con banche presenti in Europa per essere disponibile anche per utenti internazionali. 
Arpe lancia la 'banca non banca' Tinaba: dai partner al valore dell'app
Sarà indispensabile trovare in ogni paese una banca partner che compri il 5% della società come già fatto da Banca Profilo.
Arpe punta sui ragazzi. Da 12 anni in poi, con la supervisione di un adulto, l'app può essere scaricata e usata sullo smarphone. Ma è soprattutto ai commercianti che guarda attraverso il sistema dei pagamenti senza commissione che andrà a "rottamare" le carte di credito.

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