Scontro treni, Cacciari: “Burocrazia europea e inefficienza italiana: ecco il risultato"

13 luglio 2016 ore 13:19, Lucia Bigozzi
“Burocrazia europea e inefficienza italiana fanno il risultato: gli uffici pubblici molte volte sanno chiedere, poi bisogna fare le gare e fare una gara in Italia è diventata una corsa ad ostacoli”. Dalla gestione dei fondi Ue made in Italy, al nodo trasporto ferroviario “cambiato solo sull’asse Milano-Napoli, mentre da Roma in giù è il Far West. I tempi di percorrenza sono gli stessi di 50 anni fa”. Non ha dubbi Massimo Cacciari, filosofo e viaggiatore ‘navigato’ che con Intelligonews analizza lo stato dell’arte in Italia, partendo dal disastro ferroviario in Puglia. Poi rivela “un episodio incredibile”, di cui suo malgrado, è stato protagonista. 

Cosa pensa del disastro ferroviario pugliese in relazione alle polemiche sui fondi Ue malgestiti dalle Regioni? 

"Burocrazia da una parte e inefficienza dall’altra. Aggiungo il meccanismo delle gare, degli appalti che è lungo, faticoso". 

Scontro treni, Cacciari: “Burocrazia europea e inefficienza italiana: ecco il risultato'
Anche in base alla sua esperienza di sindaco di Venezia, è una polemica sterile o l’Italia davvero non ci sa fare? 

"Sono le difficoltà atroci di una gara, fare un concorso, controlli, super-controlli, contro-controlli: tutte le funzioni amministrative italiane sono centomila volte più difficili e burocratizzate di quelle degli altri Paesi. In più, il delirio della burocrazia della comunità europea che è ancora peggio di quella italiana. Tra burocrazia europea e inefficienza italiana c’è il risultato".

Ma in base alla sua esperienza di amministratore la storia dell’Italia che non sa chiedere e gestire i fondi Ue è vera o no?

"Ma non è vero! Gli uffici molte volte sanno chiedere, poi bisogna fare le gare e fare una gara in Italia è diventata una corsa ad ostacoli. Da una parte, bisognerebbe rifare la legge sugli appalti, semplificare le procedure, dall’altra pare fare una domanda per avere accesso a un fondo europeo è una corsa ad ostacoli. E’ tutto complesso, è tutta burocrazia".

Ha colpito molto il fatto delle telefonate da addetto ad addetto ferroviario per avvertire del transito dei convogli che costa meno rispetto a un adeguamento tecnologico. E’ il limite della gestione privata dei servizi ai cittadini anche a fronte del rischio dell’errore umano? Certi servizi dovrebbero essere solo pubblici o no? 

"Non lo so, bisognerebbe vedere la situazione specifica. Basta osservare la situazione generale delle ferrovie per farsi un’idea precisa: di fatto tutta l’attenzione si è concentrata su Milano-Roma. Io per viaggiare da Venezia a Torino o da Venezia a Milano ci metto esattamente quello che ci mettevo quando ero bambino, cioè 50 anni fa, tale e quale. E’ cambiato solo sull’asse Milano-Napoli, poi fino ad Ancona discretamente, da Ancona in giù apriti cielo… è il Far West. Le dico l’ultima, incredibile…".

Quale?

"Mi trovo a Pescara: per andare da Pescara a Roma ci sono due treni regionali al giorno che ci mettono cinque ore di tempo. Le linee sono quelle: i pendolari, poverini, come vivono? Qualcosa è migliorato forse in Lombardia, ma al Sud non credo proprio. Da Ancona in giù, da Roma in giù è il Far West…Lei ha idea di come funzionano le ferrovie in Sicilia? ".

Quindi c’entra o no la gestione ai privati dei servizi pubblici?

"Non c’entra assolutamente niente, è che tutto si è concentrato su Milano-Napoli. Ripeto: Torino-Milano, Milano Napoli. Per andare da Milano a Genova ci si mette di più di 50 anni fa; per andare da Venezia a Milano ci si mette identico a 50 anni fa. E in alcune regioni come la Sicilia, di fatto è come se il servizio non ci fosse". 

C’è poi il paradosso per il quale oggi viaggiano meglio gli animali che le persone, per le regole relative alle loro condizioni di custodia durante il viaggio. Come commenta? 

"Non so come viaggiano gli animali. Al Nord vedo anche dei bei vagoni ma resta il fatto che i tempi di percorrenza sono quelli, i binari sono sostanzialmente quelli; si vede che molte volte anche le funzioni di controllo sono arretrate, come certamente è il caso della tragedia in Puglia". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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