I tanti Regeni spariti e torturati d'Egitto: come sono puniti gli attivisti per Amnesty

13 luglio 2016 ore 23:59, Lucia Bigozzi
Il dossier di Amnesty International mette i brividi. Raccoglie le storie tremende di persone torturate in Egitto. Il titolo: “Egitto: ‘ufficialmente tu non esisti’, scomparsi e torturati in nome della lotta al terrorismo”. Diciassette testimonianze dettagliate di alcune delle centinaia di vittime di torture e sparizioni forzate nel 2015 e 2016, tra cui ragazzi di 14 anni, come descrive l’Espresso. 

Ovvio il riferimento alla vicenda del ricercatore italiano Giulio Regeni. E oggi a Roma, in piazza Pantheon a Roma c’è un flash mob per ricordarlo insieme alle altre vittime del “modus operandi” del Paese del Nord Africa. Nel dossier c’è la storia di un ragazzo al quale è stato detto: “Pensi di avere un prezzo? Noi possiamo ucciderti, avvolgerti in una coperta e buttarti in un bidone della spazzatura qualsiasi e nessuno verrà mai a chiedere di te”. Parole pronunciate, secondo Amnesty International, da uno dei carcerieri del giovane “reo” di portare lo stesso nome di battesimo di un ricercato. Padre e fratello erano stati arrestati solo per costringerlo a confessare cose e crimini mai commessi e per i quali rischiava il carcere a vita. Il particolare della coperta, riporterebbe alla vicenda di Regeni: secondo quanto riporta l’Espresso, è un dettaglio del quale si è parlato al momento del ritrovamento del corpo senza vita del ricercatore italiano. Insomma, nel suo rapporto, Amnesty International punta il dito contro quelle che considera “le pratiche” nell’Egitto di Al Sisi, o quantomeno sui certi apparati governativi. 
I tanti Regeni spariti e torturati d'Egitto: come sono puniti gli attivisti per Amnesty
 Nel 2015, secondo il ministero dell'Interno, per quasi 12mila ulteriori sospetti si sono chiuse le manette. Non solo gente comune, ma anche studenti, medici professionisti, ingegneri. Altre centinaia sono detenute in attesa di esecuzione. Ricordiamo che ctra questi c'è anche l'ex presidente Mohamed Morsi, i suoi sostenitori e i leader dei Fratelli musulmani. 34mila prigioneieri in totale, ufficiosamente, secondo altre fonti, 60mila persone  sarebbero state finora le persone arrestate per motivi politici dal luglio 2013. Da qui la costrzione di nuovi dieci nuovi penitenziari. 'Amnesty International' chirisce che comunque che c'è difficoltà a documentare e identificare i soggetti inqueste condizioni a causa del segreto d'ufficio che li circonda. Impossibile specificare il numero attuale. 

Per gli egiziani parla da una parte la Commissione egiziana per i diritti e le libertà che dice di aver documentato 544 casi di sparizione forzata per un periodo di otto mesi, tra l'agosto 2015 e il marzo 2016, per una media di due o tre persone al giorno. Dall'altra il Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà che evidenzia 1.023 casi di sparizioni forzate nel 2016. Sono di più nei primi otto mesi del 2015 per un totale di 1.840 casi. 

autore / Lucia Bigozzi
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