Menia (AN): “Per Gasparri Fini è l'incubo peggiore. Centrodestra futuro? Oltre Berlusconi, Salvini non è soluzione"

13 luglio 2016 ore 17:00, Lucia Bigozzi
“Per Gasparri pare che Fini sia il suo incubo peggiore. E’ esagerato, come sempre: lasci che decidano gli italiani”. Così Roberto Menia, ex parlamentare del Pdl e tra i fondatori di Azione Nazionale, replica alle “mitragliate” del senatore di Fi all’indirizzo dell’ex presidente della Camera. E sul cantiere del centrodestra a Intelligonews dice che “Salvini non può essere quello che fu Berlusconi 20 anni fa, così come non lo può essere Berlusconi oggi”.

Nel nuovo cantiere di centrodestra si parla anche di un ritorno di Fini. Gasparri è categorico e a Intelligonews dice: “Fini è fuori dalla politica irreversibilmente e non sarà mai, mai, mai più nel centrodestra. Cosa risponde? 

"Non capisco… pare che per Gasparri sia come vedere un fantasma, pare che Fini sia il suo incubo peggiore, il più terribile. Trovo Gasparri esagerato, come sempre. Lasci che ci pensino gli italiani se lo vogliono ancora o non lo vogliono più". 

Menia (AN): “Per Gasparri Fini è l'incubo peggiore. Centrodestra futuro? Oltre Berlusconi, Salvini non è soluzione'
Gasparri riferisce di scarse presenze – monitorate - a due eventi ai quali Fini ha partecipato, una a Cosenza e l’altra a Roma per sottolineare che non ha un peso elettorale specifico. Come commenta questa uscita? 

"Anche questa mi pare una banalità. Non so poi di cosa parli: Fini non ha organizzato nulla che mi risulti. Lui a Cosenza come a Roma come a Brescia dove l’ho sentito, va, parla quando viene invitato. La cosa di aver contato le persone … boh è roba da buco della serratura… non so sinceramente a cosa si riferisca e non so quante persone erano presenti ai due eventi. Al di là di queste cose, penso che il centrodestra di oggi - ed è sotto gli occhi di tutti - ha bisogno di essere rifatto e di ritrovare se stesso. Ed ha bisogno soprattutto di nuove garanzie, non saranno né Fini né Gasparri a rappresentarle, né molto più modestamente il sottoscritto. Penso però, che chi ha dedicato una vita alla politica, abbia tutto il diritto di dire la sua. Se Fini ha ancora qualcosa da dire e mettere in campo lo faccia; non credo che l’atteggiamento di dire questo sì, questo no abbia più un senso. Il centrodestra di oggi non può vivere di quella sindrome di autosufficienza che in qualche modo fino ad oggi ha prodotto; un tempo lo poteva fare, oggi non più perché se va bene è il terzo polo nel Paese, quindi o si rifà, o ha volti nuovi e si ripensa oppure sarà male per tutti".

Di fronte all’ipotesi di una modifica dell’Italicum e in una prospettiva futura, un’alleanza con Berlusconi per voi è impossibile o ancora possibile? 

"Guardi, io penso che la logica non sia quella dei riflessi condizionati: Gasparri dice mai con Fini, o altri mai con Berlusconi… oggi non so cosa potrà Berlusconi. Più di un ventennio fa lui è riuscito a mettere insieme una parte significativa del Paese, oggi non potrà più essere quello che costruisce. Insieme ad altri potrà saggiamente dire: proviamo a vedere cosa si può fare nel centrodestra. Quindi se ognuno porta la sua pietra al cantiere, può darsi che il centrodestra rinasca, ma non rinasce con i veti dell’uno e dell’altro. Ed è inevitabile pensare che i personaggi siano altri".
 
Ma tra Berlusconi e Salvini a chi guardate con maggiore disponibilità a collaborare? 

"Io guardo le dinamiche della politica ed ad oggi vedo che Salvini ha costruito una base significativa di consenso, abbastanza significativa in questo centrodestra ma è comunque molto parziale e assolutamente non sufficiente. Penso che nessuno può mettere veti sull’altro, penso anche che nessuno può avere la tendenza a monopolizzare. Salvini non può essere quello che fu Berlusconi 20 anni fa, così come non lo può essere Berlusconi oggi". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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