Che fine ha fatto Marisa Allasio, l'attrice di 'Poveri ma belli'?

13 luglio 2016 ore 17:34, intelligo
di Anna Paratore

Siamo nel bel mezzo degli anni ’50. Ancora ci lecchiamo le ferite per guerra persa, anche se l’economia inizia a tirare, e il clima generale è impregnato di moderato ottimismo. L’Italia è povera, ma tutto sommato piena di sole, sembrano dire le piazze, i vicoli del centro, le trattorie fuori porta, mentre il turismo comincia a decollare, e le botticelle sono piene di americani incantati dai monumenti retaggio di un’antica e nobile storia. 
In questo clima, le nuove generazioni hanno voglia di liberarsi dai laccioli di una società bacchettona e un po’ ipocrita, e guardano all’America con ammirazione. I giovanotti vestono i primi jeans, fumano le Camel come canta Renato Carosone, e le ragazze scoprono i primi bikini che da molti sono considerati un vero affronto alla morale, tanto che su certe spiagge vengono anche multate le coraggiose che li indossano.  A Roma si fanno ancora i bagni al Tevere, che pulito non è stato mai, ma che all’epoca ancora permette una balneazione senza una sicura leptospirosi come accadrebbe oggi.  Ecco il palcoscenico su cui muove i suoi primi passi d’attrice Marisa Allasio.
Marisa, all’epoca 20 anni, di Torino, classe 1936, è figlia del calciatore Federico Allasio che ai suoi tempi militò nel Genoa e nel Torino e che poi diverrà anche allenatore, e di Lucia Rocchetti, di professione casalinga. Non avrebbe di suo particolari velleità artistiche, ma un amico di famiglia, Enrico Mattia, giornalista e vecchia conoscenza di suo padre, quasi la obbliga a provare, vista l’innegabile fisicità della ragazza. E in effetti, Marisa non ci mette molto ad ottenere il successo. Prima, partecipa al concorso Miss Italia e lo vince nel 1952, poi le basta il suo primo film, ormai entrato tra i cult della cinematografia italiana, quel Poveri ma Belli girato tra una Piazza Navona all’epoca piena di case popolari, e i barconi sul Tevere dove si andava di giorno a fare il bagno e di sera a ballare. Poveri ma Belli narra storie di ragazze e ragazzi di poca cultura, nessun patrimonio ma pieni di buoni sentimenti. Ragazzi del popolo ma per bene. Poco importa che Marisa, soprattutto in bikini, sia una bomba sexy, tutta curve giuste al posto giusto, burrosa e allo stesso tempo tonica, perché comunque il suo è il personaggio della civetta provocante ma di buoni sentimenti, che alla fine per averla te la devi proprio sposare, o continuerai a sognartela.
Che fine ha fatto Marisa Allasio, l'attrice di 'Poveri ma belli'?
Il successo del primo film che è del 1956, viene doppiato l’anno dopo da Povere ma Belle, sempre per la regia di Dino Risi, e poi da Susanna tutta panna (Steno, 1957), Venezia, la luna e tu (Risi, 1957), Arrivederci Roma ( Roy Rowland) e Camping (Zeffirelli, 1958). Tra l’altro, nel 1957, Marisa si toglie anche la soddisfazione di presentare un Festival di Sanremo, con  Nuzio Filogamo e Fiorella Mari. Dunque, quella della bella torinese sarebbe una carriera ormai decollata, destinata a migliorarsi se lei a quel punto non decidesse di sposare il conte Pier Francesco Calvi di Bergolo, figlio della principessa Iolanda Margherita di Savoia, primogenita di Vittorio Emanuele III e di Elena del Montenegro. Non si può dire che la principessa Iolanda faccia i salti di gioia all’idea del figlio che sposa una giovane attrice senza una goccia di sangue blu, nota soprattutto per le sue curve mozzafiato, ma Marisa la meraviglierà con il passare del tempo per l’atteggiamento signorile e rispettoso che riuscirà a tenere in seno alla sua nuova e nobile famiglia.
I due sposi vanno ad abitare nel Castello di Pomaro Monferrato, in Piemonte e lì Marisa, che ha dato un taglio definitivo con il mondo dello spettacolo, si dedica alla politica e viene eletta negli anni ’60 consigliere comunale nelle liste del partito liberale, per poi diventare assessore alle finanze del comune di Pomaro.  
Del resto, nel maniero di famiglia, nella campagna piemontese tutta piena di vigneti, qualcosa la novella nobildonna dovrà pur fare per non morire di noia. E infatti mette al mondo anche dei figlioli, Carlo Giorgio Dimitri Drago e Maria Laetitia de Conti Calvi di Bergolo, che dai nomi potrebbero sembrare tanti ma sono soltanto due.  In seguito, la famiglia del conte si trasferisce a Roma, e prende possesso di una casa all’interno di Villa Ada, uno dei  più bei parchi romani. In realtà, se all’inizio nessuno trovò niente da ridire in questa sistemazione, in seguito, e fino ai giorni nostri, problemi sulla casa della contessa Marisa, denominata Casale delle Cavalle Madri ce ne sono stati non pochi.  Originariamente il casale era della famiglia Savoia, proprietaria di Villa Ada, e venne concesso in comodato gratuito con circa 1000 metri quadrati di terreno alla Allasio e al marito.  Poi i conti, nel 1985 si separarono anche se, fino al 1996 la separazione non venne mai ufficializzata.  
Marisa comunque continuò a vivere nella villa, anche se nel 1987 la società Villa Ada ’87 aveva acquistato proprio dalla famiglia Savoia una parte del parco sulla Salaria e aveva avviato una causa di sfatto per rientrare in possesso anche del casale delle Cavalle Madri.  
Per lungo tempo il contenzioso è andato avanti, e Marisa ha lottato con tutta se stessa per mantenere l’uso della casa dove ormai viveva da decenni. Purtroppo per lei, però, nel 2000 ha dovuto cedere le armi e abbandonare la dimora. 
Da allora, la Allasio vive ritirata in un’altra casa, ma sempre a Roma. Ormai ottuagenaria, dice chi ancora la frequenta, che è sempre bellissima, e noi non stentiamo a crederci.  
Pare abbia un unico rimpianto: aver rifiutato  un ruolo ne Il Gattopardo che Visconti le offrì per poi assegnarlo, dopo il suo rifiuto, a Claudia Cardinale. 
E non stentiamo a credere nemmeno questo.

autore / intelligo
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