Facci: «Epifani traghettatore? No, è un curatore fallimentare. La 'Guerra dei 20 anni' come le trasmissioni di Santoro»

13 maggio 2013, Micaela Del Monte
«Una trasmissione faziosa come ogni programma di Santoro». Questo ha dichiarato Filippo Facci, giornalista di Libero, a IntelligoNews, parlando de “La guerra dei 20 anni” programma sul caso Ruby e le feste di Arcore, andato in onda ieri in prima serata su Canale5.

Poi, una battuta sul nuovo governo Pd-Pdl, sull'incertezza della sua durata, e sull’amicizia evidente tra Letta e Alfano.

Facci: «Epifani traghettatore? No, è un curatore fallimentare. La 'Guerra dei 20 anni' come le trasmissioni di Santoro»

Ieri la trasmissione sul caso Ruby e sulla vicenda dei festini di Arcore. Su twitter e non solo, sono immediatamente partite le critiche. A chi non è  veramente piaciuta la trasmissione? 

«Non è una battuta dire che vorrei vedere gli indici di ascolto. Dunque: non è piaciuta a chi ne ha colto i profili di parte, che indubbiamente ci sono stati, anche se in misura minore rispetto al previsto, al contesto del programma e ad altri programmi che si vedono in tv. Sicuramente non è piaciuta a quella spaventosa parte degli italiani che è visceralmente antiberlusconiana. A questa gente non interessa minimamente la ricostruzione obiettiva della vicenda. Gli interessa soltanto che Berlusconi si tolga di mezzo». 

Trasmissione di parte, come altri programmi tv, a chi allude? 

«Non mi piace dire questo programma è più equilibrato di quest’altro. Ma la trasmissione su Ruby, se anche ha avuto momenti  faziosi, sono paragonabili a quelli che si vedono in qualsiasi altro programma, ad esempio, di La7; penso ai programmi di Santoro o alla maggior parte dei talk, dove ormai una quota di antiberlusconismo è fisiologica, mentre un accenno di berlusconismo ideologicamente viene ritenuta intollerabile». 

Come legge le critiche al professionista Pamparana? 

«Sinceramente non le ho viste, non mi sento di tenere in considerazione le opinioni espresse dal signor twitter. Dovrebbero darmi nome e cognome di un professionista che abbia il diritto e le competenze di criticare Andrea Pamparana sulla base di ragioni legate all'esercizio della professione. Quello che dice twitter non ha nessuna importanza da nessun punto di vista, anche perché non è Dio». 

Sabato a Brescia Berlusconi contro i Pm. Anche qui criticato. Cosa ne pensa? 

«Sabato a Brescia ci sono stati due argomenti importanti. Uno, il diritto di manifestare in piazza per sostenere ciò che vuole. E la magistratura non è un’istituzione intoccabile e al di sopra di ogni sospetto. Vorrei sapere in quale sede, che non sia la sede del consiglio d'Europa, ci si può permettere in Italia di criticare la magistratura. Si può dire “è inopportuno, non l'avrei fatto” o “in altri paesi tendono a non farlo”, ma nessuno può dire che è gravissimo, una violazione, appunto di “lesa maestà”. Anche perché in Italia si può fare qualsiasi cosa contro tutte le istituzioni e le prime cariche dello Stato e la magistratura non è che non faccia parte del paese. D'altra parte, secondo dato della manifestazione, è incredibile come questa discussione abbia fatto passare completamente in secondo piano il fatto che ci sia stata gente politicamente “targata”, coinvolta in tafferugli, ed esponenti del partito di Grillo che hanno bruciato una bandiera. Sono due piani diversi e uno non può oscurare l'altro. Rimangono comunque, i principi che sono il diritto di manifestazione e quello di veder mandare in galera quelli che violano la legge o che disturbano una manifestazione». 

Alla guida del Pd è stato eletto segretario Epifani, una scelta che va verso quale logica? 

«Non lo capiscono i piddini e francamente non lo capisco nemmeno io. L'unica cosa per la quale posso essere contento è che Epifani segretario, così antipatico, può rendere simpatico persino una persona come me. È un ex parlamentare, pensionato, diventato segretario senza primarie, ex sindacalista e quei toni e quella faccia lì, non capisco la differenza tra un traghettatore e un curatore fallimentare». 

Governo Pd-Pdl, quanto durerà considerate le ultime tensioni e queste polemiche?

«Non ne ho idea sinceramente. Non mettiamoci in testa che ci sia stato un problema nel governo, perché non c'è stato affatto. L'amicizia tra Letta e Alfano è consolidata e non mi stupirebbe se i presunti attriti sul pulmino di cui si è letto, sia stata solo una scena che serve ai rispettivi elettorati, soprattutto all'elettorato del Pd. Ma in realtà a Letta che Alfano sia andato alla manifestazione non gli frega niente».  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]