Speranza ribatte al Renzi pensiero e compatta i dissidenti

13 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Speranza ribatte al Renzi pensiero e compatta i dissidenti
Il Renzi-pensiero agita le fronde già molto agitate del Pd. Nella video-intervista a RepubblicaTv, il premier non risparmia stoccate ai ‘gufì’ dissidenti che, a suo dire, attaccando il Pd ‘rianimano’ Berlusconi. Segue scudisciata, l’ennesima, alla ‘ditta’: non è che si è di sinistra solo con D’Alema e Bersani. 

A Intelligonews, il senatore-gufo Corradino Mineo ironizza sullo scarso vocabolario e immaginario del premier richiamandolo alle tre battaglie che lo attendono al Senato: unioni civili, Rai e scuola. 

Ma Renzi tira dritto, almeno per ora. E alla lettera di Stefano Fassina, dissidente dem, che gli chiede di rivedere la riforma della scuola risponde col bastone: se Fassina se ne va è un problema suo. Ma da Area Riformista – componente critica ma con anime dialoganti -  si fa sentire la voce dell’ex capogruppo Roberto Speranza convinto che il premier stia sbagliando e che se ne va Fassina è un problema di tutto il Pd. 

Il diretto interessato replica così: “"In queste settimane sono totalmente concentrato per cercare di correggere l'intervento sulla scuola, che è molto negativo per i nostri istituti e per tantissimi insegnanti precari. Questo assolve tutte le mie energie. C'è una riflessione in corso, quello che è successo col jobs act prima e sulla scuola poi è il tracciato di un percorso che per me è insostenibile”. E il bersaniano D’Attorre va giù duro: “L’arroganza di Renzi diventa preoccupante e un po’ imbarazzante, per lui. E’ del tutto privo di senso che un disagio così vasto che si manifesta nella base e nei dirigenti di primo piano venga derubricato a cose personali, a meno che Renzi non pensi già che il Pd è il partito di Renzi”. 

Nella giornata del botta e risposta, non è passato inoservato il rinvio della riunione dei deputati dem con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo capogruppo, ruolo al quale Renzi ha chiamato il renziano Ettore Rosato. Tutto rinviato a dopo le regionali. Meglio non tirare troppo la corda. 

Ma dalla minoranza dem D’Attorre incalza: “Non abbiamo mai discusso delle dimissioni di Speranza, non abbiamo mai discusso di una scelta grave come la fiducia sulla legge elettorale, ora apprendiamo via sms di un rinvio dell'assemblea senza motivazioni. Vuol dire che viene riconosciuto il fatto che sulla scuola, provvedimento che ora esaminiamo in aula, ciascuno potrà esprimere la propria libera valutazione in assenza di capogruppo”. Contraerea …

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