+ 0,3 di Pil, l'Italia "a galla" ma non esce da recessione

13 maggio 2015, Luca Lippi
+ 0,3 di Pil, l'Italia 'a galla' ma non esce da recessione
L'Italia è fuori dalla recessione? La crescita del PIL nel primo trimestre dell'anno è stata pari allo 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014.
Questo è quanto dice l’ISTAT nelle stime preliminari, ovviamente è importante porre l’accento che su base annua la variazione è in sostanza nulla. L’ISTAT ci tiene a rilevare che la variazione è superiore alle attese degli analisti. 

Questa è la notizia. Tuttavia, poiché si è coinvolta la figura dell’analista per dare sostanza a una “non notizia” allora analizziamo professionalmente nel dettaglio la crescita del PIL. 

Il Fondo Monetario Internazionale dice che l'Italia, nel 2020, ossia dopo 12 anni dall'inizio della crisi, avrà fatto poco più della metà del tragitto necessario per recuperare i livelli precedenti alla crisi; questo deve essere sfuggito ai tecnici dell’ISTAT! 

Un breve ragionamento per far capire la situazione reale, cercheremo di usare un linguaggio comprensibile. 

Le esportazioni stanno sostenendo l’Italia, ed è un sostegno che le consente di “galleggiare”. L’attuale economia italiana cresce solamente al traino di altre economie e purtroppo questa dipendenza negli ultimi anni si è cronicizzata ponendo il Paese in una situazione di vulnerabilità piuttosto importante. 

La domanda esterna negli ultimi anni ha colmato in parte la caduta rovinosa dei consumi e degli investimenti interni, ovviamente l’Italia ridotta a queste condizioni, qualora dovesse contrarsi l’attività economica esterna soccomberebbe. Le altre economie si trovano in una fase di ciclo economico assai più avanzata rispetto all'Italia (addirittura la Spagna sta messa meglio di noi). 

Poiché i cicli si chiamano “cicli” perché seguono un andamento sinusoidale, non vi è dubbio che quando queste economie rallenteranno l'espansione l'Italia sarà costretta a pagarne un prezzo altissimo per via della sua fragilità! E’ piuttosto improbabile che l'Italia riesca ad arginare una forte riduzione dell'attività estera, magari per via di maggiori consumi interni o maggiori investimenti. 

La realtà è che l'Italia, da questa crisi, ha subito un colpo durissimo, e il colpo ha danneggiato irrimediabilmente buona parte del tessuto produttivo (basta seguire i dati relativi al ritmo incessante di chiusura di attività commerciali e relativo indotto). Sicuramente il danno sarà riparabile, ma non possiamo pretendere che questo avvenga in tempi brevi, è necessario fare aumentare i redditi per alimentare i consumi. Ai ritmi attuali rigenerare il tessuto produttivo italiano prevede tempi lunghissimi! Condizione necessaria e sufficiente per questa rigenerazione. 

L'Italia potrà essere "tenuta a galla" artificialmente (dalla Bce) per un periodo piuttosto lungo, ma non indefinitamente, perché nel frattempo l'economia reale continuerà a deteriorarsi e, il rapporto debito/Pil continuerà ad aumentare. 

La conclusione è che l’uscita dalla recessione è un’altra cosa; non è creando “consenso artificiale” che la gente si disponga a spendere risorse economiche che non hanno alcuna possibilità di ricostituire nel breve. La luce in fondo al tunnel non si vede e la paura dei saggi è assai maggiore della superficialità di chi è abituato a vivere alla giornata!
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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