Agenda migranti Ue, il leghista Fedriga: “Non possiamo accollarci tutti. Cameron come la Lega"

13 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Agenda migranti Ue, il leghista Fedriga: “Non possiamo accollarci tutti. Cameron come la Lega'
“L’Agenda europea? E’ la terza volta che Mogherini e Renzi tornano casa con una sceneggiata, vedere Mare Nostrum e Triton…”. “Non possiamo accollarci tutti i clandestini dell’Africa, condivido la posizione di Gran Bretagna e Repubblica Ceca”. Nella conversazione con Intelligonews, Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega a Montecitorio smonta e riscrive i quattro pilastri dell’Agenda Ue per l'immigrazione. Poi lancia l'allarme sui confini italiani con un focus sul Friuli Venezia Giulia.

Qual è la sua valutazione sull’Agenda europea per l’immigrazione? La Mogherini parla di ‘svolta storica’. E’ così?

«E’ la terza volta che la Mogherini e il governo italiano tornano a casa facendo la stessa sceneggiata. Ricordo con Triton quando dissero ‘finalmente l’Europa c’è’ e abbiamo visto quale è stato il risultato; due settimane fa sono tornati dicendo ‘finalmente l’Europa si muove’ e abbiamo visto come; adesso è la terza volta dei toni trionfanti: ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, ne prendiamo atto rattistrati»

Le sottopongo punto per punto i quattri ‘pilastri’ dell’Agenda europea e le chiedo le controproposte concrete della Lega. Primo pilastro: ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare. Risposta?

«Vorrei capire cosa si intende e del resto la Mogherini non lo ha dettagliato: temo ci sia un unico incentivo e si chiama Mare Nostrum o Triton, cioè quello che ha favorito gli sbarchi e i morti in mare. Noi abbiamo proposto fin dall’inizio di fermare le partenzeNon bisogna utilizzare la Marina Militare come ‘taxi’ del Mediterraneo e abbiamo detto che serve un’azione su più fronti».

Quali in concreto?

«Primo: blocco navale, tanto contestato dalle ‘anime belle’ del Paese, in realtà può funzionare e lo dicono gli anche gli esperti del settore. Prevede la permanenza delle navi nelle acque internazionali al confine con la Libia; se dentro le acque libiche succede qualcosa di grave a un barcone di migranti, le navi possono entrare per salvare le persone e poi le riaccompagnano da dove sono partite. Secondo: colpire e affondare i barconi vuoti degli scafisti che oltretutto sono sospettati di finanziare il terrorismo internazionale, perché altrimenti, è come lasciare la pistola nelle mani di un assassino. E la pistola per gli scafisti sono i barconi. Lo diciamo da anni, peccato chi sta al governo se ne sia accorto solo qualche giorno fa. Quando lo dicevamo da soli, ci definivano razzisti intolleranti»

Secondo pilastro: gestire e rendere sicure le frontiere esterne della Ue. Controproposta?

«Si fa attuando il blocco navale.  Mettere altre navi in mare significa non rendere sicuri i confini dell’Italia e dell’Europa e portare clandestini nel territorio nazionale. Ricordo poi che non ci sono solo i confini marittimi ma anche quelli terrestri. Il Friuli Venezia Giulia, la mia regione, proprio in questi giorni sta diventando un ‘colabrodo’ nel senso che non ci sono controlli adeguati al confine e stanno entrando centinaia di immigrati clandestini. A Roma nessuno se ne accorge, nemmeno la presidente della Regione Serracchiani; intanto i clandestini varcano bellamente i confini ma siccome non accade così in altri Paesi, guarda caso arrivano da noi. E così viene meno anche la leggenda per la quale i clandestini arrivano via mare, perché se arrivano anche via terra significa che siamo il ‘Paese delle banane’ dove è permesso tutto a tutti».  

Terzo pilastro: proteggere i richiedenti asilo. La sua risposta?

«Noi siamo favorevoli alla protezione di chi scappa da Paesi in guerra ma anche qui bisogna fare bene attenzione ai numeri che non sono quelli di Renzi e Alfano: su 170mila sbarchi, le persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato sono poco più di novemila. Il richiedente nella stragrande maggioranza dei casi, non ha diritto ad alcun tipo di protezione ed è clandestino. Anche io posso chiedere una cosa, ma non è detto che mi venga data e non vuol dire che ne ho diritto a prescindere»

Quarto pilastro dell’Agenda europea: creare una nuova politica della migrazione legale. Come secondo la Lega?

«Se significa andare nei Paesi dove c’è il tasso più alto di immigrazione a verificare attraverso punti europei e internazionali chi ha diritto allo status di rifugiato, è un fatto positivo e noi lo abbiamo proposto da tempo. Se invece è un’iniziativa per fa passare chiunque – ricordo che la stessa Mogherini ha detto che nessuno verrà mai respinto – allora si traduce in una sorta di canale dell’immigrazione clandestina oltretutto gestito dai governi… dipende da come viene organizzato»

Cameron non vuole un solo migrante in Inghilterra e così anche la Repubblica Ceca. Secondo lei è giusto oppure stare in Europa significa anche assumersi responsabilità di fronte a un fenomeno di questa portata? 

«La posizione di Cameron e del suo governo espressa dal ministro May, è semplicemente normale perché cerca di tutelare il proprio territorio e i propri cittadini. Dice esattamente quello che la Lega ha ribadito più volte e cioè che con le politiche di questo governo, di fatto, si è incentivata l’invasione e sono aumentate le morti in mare. Non penso si possa tacciare Cameron di essere un becero filo-leghista»

Sì ma non trova che sia un atteggiamento di comodo che oltretutto crea problemi agli altri Paesi disponibili alla ripartizione per quote. Cosa risponde?

«C’è una differenza sostanziale: qui non stiamo parlando di persone che hanno diritto allo status di rifugiato e se l’Europa non è in grado di gestire questi flussi non si può pretendere che accolga tutti i clandestini. Della serie: a un certo punto, bisogna dire anche no. La posizione della Gran Bretagna e della Repubblica Ceca sono comprensibili perché sono Paesi che vedono una generale politica lassista che porta conseguenze negative. Posso capire che un Paese dica: non vogliamo fare la fine dell’Italia con questo governo e non possiamo accollarci tutti i clandestini dell’Africa».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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