Descalzi e Marcegaglia Vs Grillo. Il modello Eni? "L'opposto di 'deprediamo'"

13 maggio 2015, Marta Moriconi
Descalzi e Marcegaglia Vs Grillo. Il modello Eni? 'L'opposto di 'deprediamo''
La difesa appassionata, da sua stessa ammissione, è dell''ad di Eni, Claudio Descalzi, che risponde alle critiche lanciate oggi, e rilanciate con l'hashtag #AssembleaENI, dal leader del M5S, Beppe Grillo con il moto del gruppo che è quello del 'double flag'. 

"Ci siamo fatti riconoscere e accettare nei paesi in cui siamo presenti" con gli investimenti a livello locale. E' quello che caratterizza Eni dai tempi di Mattei. Quello che ha permesso ad Eni di essere accettata senza avere alla spalle gli Usa, il Regno Unito o la Francia. Il nostro modello è proprio l'opposto di 'deprediamo'. Lo dice solo chi non conosce la nostra società. Non lo dico con aggressività ma con passione": dice con tono pacato ma schietto e deciso. 

L'Eni nel tempo, sottolinea l'ad del gruppo petrolifero italiano, "ha conquistato dei territori difficili" e "siamo partiti dall'Italia per approdare in Africa, in Asia, negli Stati Uniti... in Africa produciamo il 50% della nostra produzione. Siamo entrati in Africa e ci siamo fatti riconoscere e ci siamo fatti accettare. Proprio per la nostra capacità di integrarsi. Noi viviamo con loro". 

E poi spiega come funziona Eni, per chi non la conoscesse: "Siamo unica società che invece di produrre per solo esportare, come tutti fanno perché si guadagna di più, produce anche localmente. Abbiamo iniziato in Libia, Nigeria, in Congo e lo faremo in Mozambico. Il gas lo sviluppiamo per la parte domestica. Investiamo soldi in un'area in cui non c'entriamo soprattutto perché vogliamo farci accettare e riconoscere. Non tutti i gruppi sono stati accettati come l'Eni".

E poi la contro-stoccatina sulle risorse umane (visto che Grillo aveva parlato di "società spolpate dai manager") perché Eni "fa grossissimi investimenti su locale e sulle persone. Abbiamo il più alto tasso di componenti locali, abbiamo pochissimi espatriati&il 70 al 90% dei nostri dipendenti in quei paesi sono locali e molti in posizione di direttore generale: in Nigeria addirittura 10 su 11". A livello locale, quindi, sottolinea Descalzi, "non investiamo solo energia ma anche milioni in altri progetti: dall'educazione, al trasferimento di know how fino alla sanità". 

E anche Emma Marcegaglia, presidente Eni, ha risposto all'intervento del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, riferendosi a quando chiedeva l'inserimento di una clausola di onorabilità nelle società partecipate dallo Stato e quotate in Borsa: "La legge prevede che gli amministratori delle società quotate debbano rispettare specifici requisiti di onorabilità e questo è anche richiamato dallo Statuto dell'Eni. Sono oggetti di verifiche periodiche". 

E a mediare tra Grillo e tutti gli altri un piccolo azionista Eni, Giuseppe Accorinti: "Dell'intervento di Beppe Grillo condivido solo la parte del suo discorso che apprezzava la relazione dell'ad di Eni, Claudio Descalzi. Per il resto lasciamo perdere". 
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