Scuola, fallisce faccia a faccia Giannini-studenti. E spunta il Prof salviniano

13 maggio 2015, intelligo
Scuola, fallisce faccia a faccia Giannini-studenti. E spunta il Prof salviniano
Finisce con un nulla di fatto il faccia a faccia tra studenti e governo sulla riforma della Scuola. Da un lato del tavolo i ministri Stefania Giannini, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio e Marianna Madia, dall’altro gli studenti che sono usciti parlando di “presa in giro”. Insomma, un altro buco nell’acqua dopo quello in cui si è risolto il vertice coi sindacati confederali.

E per capire il clima tra la delegazione degli studenti, basta ascoltare le parole di Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, convinto che si sia trattato di “un incontro di facciata. Le aperture del Governo sono del tutto insufficienti e non c’è reale volontà di cambiare i saldi del ddl”. Secondo i ragazzi Palazzo Chigi non vuole “riconoscere le istanze maggioritarie sulla scuola che si sono espresse negli ultimi mesi di mobilitazione”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unione degli Studenti, una delle sigle presenti al faccia a faccia di stamani coi ministri.

E pensare che la versione del Miur prima del faccia a faccia era di  segno opposto, tanto che si parlava di incontro “operativo e concreto”. Ma le previsioni non sono state azzeccate. Intanto a Montecitorio gli spifferi di Intelligonews segnalano che il governo potrebbe porre la fiducia sul ddl scuola licenziato oggi in Commissione e domani alla prova dell’Aula.

Nei toni accesi, da una parte e dall’altra che accompagnano la riforma della scuola, c’è anche chi tra gli addetti ai lavori, ovvero gli insegnanti, non sta né coi sindacati confederali che hanno indetto lo sciopero generale, né col governo. E’ il caso del “prof salviniano” Rossano Sasso, docente, sindacalista di Ugl Scuola e coordinatore in Puglia di Noi con Salvini che attacca: “Il 30 giugno ci saranno i licenziamenti che per gli insegnanti non di ruolo scattano ogni anno, per questo stiamo per far ripartire nei Tribunali del Lavoro i ricorsi dei docenti precari”. 

Sasso riconosce che Cgil-Cisl e Uil “si sono svegliati” ma serve una “posizione più aspra perché un giorno di sciopero non fa male al governo. Quello che fa male - sottolinea all’AdnKronos - sono i centinaia di ricorsi che abbiamo vinto in tutta Italia: solo io, col mio pool di avvocati, in 4 anni ho prodotto un esborso per lo Stato di 10 milioni di euro”.  Per Sasso, “i sindacati confederali fanno bene ad alzare la voce col governo ma forse è tardi perché per dieci anni sono andati a braccetto con i governi” conclude il prof sindacalista che invita a “prendere con le pinze” l'ipotesi del blocco degli scrutini.

LuBi

autore / intelligo
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