Torino, doping scorreva negli integratori alimentari: maxi sequestro di compresse e denunce

13 maggio 2016 ore 10:12, Americo Mascarucci
Prodotti commercializzati come integratori alimentari contenevano in realtà steroidi anabolizzanti e altre sostanze proibite.
E' ciò che ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino che in collaborazione con quella di Forlì, ha sequestrato 1 milione e 300 mila compresse in una ditta i cui titolari sono stati deferiti con l'accusa di frode in commercio, traffico di anabolizzanti e vendita di farmaci pericolosi. 
Complessivamente, l’intera attività ha permesso di porre sotto sequestro e quindi ritirare dal mercato, soprattutto dal circuito delle palestre, circa 1.300.000 compresse contenenti steroidi nonché di inibire l’accesso al sito internet della ditta importatrice dei prodotti illeciti al suo profilo facebook attraverso il quale i prodotti erano pubblicizzati.
Sono stati i finanzieri di Torino a dare il via all’inchiesta, quando hanno visto in vendita in un negozio specializzato per sportivi, alla periferia sud della città, flaconi di un prodotto sospetto e, risalendo la filiera, sono arrivati al magazzino in provincia di Forlì di una società leader in Italia nell’importazione e nella distribuzione di integratori alimentari.

Torino, doping scorreva negli integratori alimentari: maxi sequestro di compresse e denunce
Nell'elenco degli ingredienti pare non si facesse cenno a steroidi o altre sostanze illegali comprese nella lista della Wada, l’agenzia che coordina la lotta al doping nello sport: nandrolone, progesterone, cortisolo, trenbolone, boldenone ed estrone.
I sospetti circa la presenza di sostanze dopanti negli integratori sarebbero stati confermati dai risultati delle analisi effettuate dal personale del laboratorio chimico delle dogane di Torino.
La società finita sotto accusa ha subito ritirato dal commercio tutti i prodotti ritenuti illegali ma il blitz della Finanza ha convinto anche alcune ditte concorrenti a ritirare dalla vendita o propri integratori che presentavano le stesse caratteristiche. L'accusa delle Fiamme Gialle è quella di camuffare medicinali come gli steroidi dentro compresse che, rientrando nella categoria degli integratori e non dei farmaci, non dovevano sottostare alle regole dell’Aifa.
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