Bellocchio a Cannes 2016 "Fa bei sogni", ma è il lutto non superato (di Gramellini)

13 maggio 2016 ore 11:11, Lucia Bigozzi
Dieci minuti di applausi a Cannes vogliono dire tanto, molto più delle parole, molto più delle recensioni. Dicono che il film di Marco Bellocchio ha lasciato il segno. “Fai bei sogni” ha aperto la “Quinzaine des realizateurs”. Pubblico entusiasta al termine della proiezione, al punto che il battito di mani andava a tempo con la musica – un coinvolgente twist – dei titoli di coda. In sala i protagonisti dell’ultima fatica di uno dei maestri del cinema italiano: Valerio Mastrandrea, Berenice Beyo e Barbara Ronchi. 

La trama del film è originata dall’omonimo bestseller di Massimo Gramellini (Longanesi). Storia toccante: è un bambino di 9 anni nel quale la perdita prematura della madre ha lasciato il segno, una sottile malinconia che lo accompagnerà nel suo diventare uomo. Dentro alla storia, così come dentro alla narrazione del libro c’è la storia e l’esperienza del giornalista della Stampa di Torino. In altre parole, una storia vera, vissuta, patita. Il bambino non si rassegna alla morte della madre che non ha fatto in tempo ad assaporare, a condividere. E’ da questa sofferenza interiore che nasce il senso di una perdita infinita che accompagnerà quel bambino fino a diventare uomo, condizionandone carattere e sensibilità. Film fuori concorso che uscirà nelle sale in autunno ma che a Cannes si gioca il primo debutto e il primo impatto con pubblico e critica. 

Mi è stato proposto dalla produzione ma ho intravisto in questa storia qualcosa che mi apparteneva profondamente e la maturità professionale ti dà il vantaggio di scoprire cose che senti anche in storie apparentemente lontane”, spiega Marco Bellocchio che nella pellicola ferma un lungo percorso di elaborazione del lutto del protagonista Mastrandrea, alias Gramellini. Proprio Valerio Mastrandrea sottolinea in una frase la sua esperienza professionale con il regista italiano: “Sono felice perché ho respirato il cinema di Bellocchio, è stato un riferimento”. 

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autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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