Pensioni, Renzi "pronto a incontro sindacati anche domani". Ma penalità non piacciono

13 maggio 2016 ore 11:25, Americo Mascarucci
Il premier Matteo Renzi apre al dialogo con i sindacati sulla riforma delle pensioni.
La mano tesa è arrivata ieri sera, nel salotto televisivo di "Porta a Porta" rispondendo alle parti sociali che ormai da tempo lamentano come il Governo continui a rifiutare il confronto sulle modifiche alla Legge Fornero nella parte che riguarda l’aumento dell’età pensionabile e la questione mai risolta degli esodati. 
Renzi ha rilanciato la bontà del provvedimento che il Governo ha messo in cantiere relativamente all'anticipo dell’età pensionabile al prezzo però di inevitabili penalizzazioni per chi sceglierà l’uscita anticipata dal lavoro: 
"L'anticipo pensionistico si chiama Ape: ci stiamo lavorando – ha detto Renzi - sapendo che ci sono i vincoli di Bruxelles e sulle leggi bisogna essere credibili. Il meccanismo deve prevedere che per andare in pensione devi essere disposto a rinunciare a una piccola percentuale l'anno, che vada dall'1 al 3%: solo per quelli che son messi male, hanno pensione bassa e hanno 55 anni puoi togliere l'1%, per gli altri magari puoi arrivare al 4%".

Pensioni, Renzi 'pronto a incontro sindacati anche domani'. Ma penalità non piacciono
Da qui la disponibilità al dialogo con i sindacati:
"Siamo disponibili anche da domani mattina - ha detto ieri il premier- a incontrare i sindacati dei pensionati".
Le tre categorie individuate che potranno scegliere se ricevere l'Ape sono quelle dei lavoratori prepensionabili per effetti di crisi aziendali, dei disoccupati anziani e dei dipendenti pubblici e privati che sceglieranno un'uscita volontaria. La partita è comunque decisamente aperta perché potrebbe comprendere in una forma differente anche coloro che svolgono attività prevalentemente faticose, alla ricerca di un miglior riconoscimento delle loro peculiarità.



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