La mamma entra in Terapia Intensiva Neonatale: latte dal seno h24

13 maggio 2016 ore 12:49, Lucia Bigozzi
Si chiama “Promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale e accesso dei genitori ai reparti”: lo hanno sottoscritto medici e genitori che avranno la possibilità di visitare 24 ore su 24 il proprio figlio ricoverato nei reparti di Terapia neonatale. Dunque, nessun distacco doloroso, né per i bambini, tantomeno per i genitori. Questi ultimi poi, potranno restare sempre accanto ai bambini nati prematuri e nutrirli e curarli senza alcuna limitazione temporale. In particolare, la madre non cesserà di provvedere alla crescita del proprio figlio continuando ad allattarlo al seno. 

La mamma entra in Terapia Intensiva Neonatale: latte dal seno h24
Il patto è stato sottoscritto in occasione della “Prima Conferenza nazionale per la promozione e il sostegno dell'allattamento al seno” e costituisce una sorta di “manifesto” per l'ingresso h24
dei genitori in Terapia intensiva neonatale (le cosiddette Tin). A firmare il documento sono stati il Ministero della Salute, l'associazione Vivere onlus e la Società di Neonatologia (Sin). L’accesso dei genitori nei reparti di Terapia Intensiva neonatale è cambiato negli anni, arrivando ad essere più aperto rispetto a prima e tuttavia ci sono ancora difficoltà se si paragona lo stato dell’arte nel nostro Paese con quello di Paesi quali Scandinavia, Germania, Francia, Regno Unito. Per non parlare poi delle differenze che ancora oggi si registrano da un ospedale all’altro. Sul significato del Piano, il presidente della Società di neonatologia (Sin) Mauro Stronati ne richiama l’importanza perché “non solo aiuta a promuovere l’allattamento al seno nei bimbi prematuri ma aiuta anche psicologicamente entrambi.

Nella mappa italiana di come l’accesso “libero” dei genitori nei reparti di Terapia Intensiva neonatale, sia una realtà oppure ancora una “chimera”, c’è un’avanguardia: la Liguria. E’ il vicepresidente e assessore regionale alla Salute Sonia Viale a confermare che “possiamo dire di essere all’avanguardia per aver anticipato con atti concreti le linee proposte dal ministero. Il protocollo firmato la scorsa settimana con l’Unicef inserisce la nostra regione tra le poche, solo sei a oggi, che si sono impegnate a elaborare percorsi formativi e di promozione dell’allattamento anche a scopo di prevenzione delle malattie per mamme e bambini sul proprio territorio”. 

autore / Lucia Bigozzi
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