Unioni civili, Alfano meglio del Family Day: per Angelino "loro strategia un boomerang"

13 maggio 2016 ore 12:01, Lucia Bigozzi
Angelino Alfano si prende il merito delle unioni civili “corrette” e “scarica” sul Family Day gli eccessi del “no”, della chiusura netta. La rivendicazione il ministro dell’Interno nonché leader di Ncd la declina dalle colonne del Corriere della Sera, andando per titoli e temi della questione, 24 ore dopo il sì di Montecitorio al tanto controverso ddl Cirinnà. Andiamo per gradi e vediamo in dettaglio il “grazie a me” del ministro ex berlusconiano oggi renzian-centrista. 

NO MATRIMONI. Alfano spiega di aver votato la fiducia posta da Renzi sulla legge perché da un lato sono stati “conferiti diritti patrimoniali anche a coppie dello stesso sesso, ma ha detto chiaramente no all’equiparazione col matrimonio e anche alle adozioni”. E’ grazie a lui – sostiene il ministro – se “abbiamo vinto la partita del buon senso al Senato e alla Camera è arrivata la fotocopia del testo votato al Senato”. Al punto da individuare una similitudine neanche troppo indiretta con la posizione “rappresentata da autorevoli ed eminentissimi cardinali nei mesi scorsi proprio sul Corriere della Sera. Se avessi dato retta a tutti i “radicali” che mi consigliavano la rottura con Renzi, ci sarebbe stato un accordo con Grillo e avremmo avuto davvero il matrimonio gay, paritario a quello previsto nel codice civile, e anche le adozioni gay con la naturale conseguenza dell’utero in affitto. Rivendico con forza un risultato frutto del buonsenso: un sì e due no. Sì ai diritti patrimoniali, no alle adozioni e all’equiparazione col matrimonio. Abbiamo posto paletti chiari. La prova è che unioni civili e matrimonio sono figli di genitori diversi: il matrimonio è figlio degli articoli 29 e 31 della Costituzione, le unioni civili degli articoli 2 e 3”. Dunque, tutto merito di Alfano.

Unioni civili, Alfano meglio del Family Day: per Angelino 'loro strategia un boomerang'
REFERENDUM BOOMERANG.
Nell’analisi è contenuta la critica che, seppure senza calcare troppo la mano, il ministro dell’Interno rivolge ai leader del Family Day e ai politici cattolici che hanno lanciato la raccolta firme per il referendum abrogativo della legge sulle unioni civili. “Lo avrei sostenuto e promosso qualora ci fossero state le adozioni, sconvolgendo così il nostro ordinamento e l’impianto stesso della nostra società. Invece, con questa legge, un’eventuale sconfitta del fronte referendario spalancherebbe la strada ai vincitori per andare ben oltre, chiedendo adozioni ed eguaglianza formale delle unioni civili ai matrimoni. Un’operazione a rischio altissimo. Con i sondaggi che danno oltre il 60% di italiani favorevoli al riconoscimento dei diritti civili e patrimoniali, significa volere giocare d’azzardo con la famiglia”.

NO ADOZIONI. E’ sempre merito di Alfano lo stop alle adozioni gay. Se dal testo è sparita la stepchild adoption, non è tramontata l’idea di inserire la possibilità di adottare da parte di una coppia dello stesso sesso nelle intenzioni di Renzi, Boschi e di tutti coloro che condividono l’obiettivo, come già palesato proprio in questi giorni. Alfano mette le mani avanti, ma poi bisognerà vedere cosa farà alla prova del nove, ovvero se e quando il tema entrerà dentro la riforma della normativa sulle adozioni. “Abbiamo detto di no alle adozioni per l’oggi e per domani: fa parte di un patto con Renzi e con il governo”, dice Alfano per il quale “non può rientrare dalla finestra ciò che abbiamo tenuto fuori dalla porta. Ribadiamo che un bambino o una bambina hanno bisogno di un papà e di una mamma. E visto che due persone dello stesso sesso non possono procreare per natura, se sono due uomini dovrebbero prendere un figlio procreato o fatto procreare da una donna. Noi siamo assolutamente contrari alla pratica dell’utero in affitto, il mezzo al quale ricorrerebbero inevitabilmente le coppie maschili”. 

OBIEZIONE COSCIENZA. Infine il passaggio più dibattuto in queste ore. Per Alfano “bisogna distinguere: il sindaco può tranquillamente delegare un assessore, e non solo, se non se la sente. Riguardo alla sua specifica funzione, invece, per l’obiezione di coscienza dico ciò che dissi quando con la mia circolare chiesi ai prefetti di annullare le registrazioni nello stato civile italiano dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. Il sindaco non agisce in qualità di vertice dell’amministrazione ma di ufficiale di governo, esercitando quindi una funzione statale che non ammette deroghe. Io sto dalla parte della legge sempre e comunque”. Come a dire: non te la senti? Fatti sostituire. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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