Unioni civili, Adinolfi: "Caro Alfano i fatti parlano. Ora voto cambierà le cose, non referendum abrogativo"

13 maggio 2016 ore 13:16, Andrea De Angelis
"Questa legge ha detto chiaramente no all'equiparazione col matrimonio e anche alle adozioni", con il premier Matteo Renzi c'è "un patto". Lo afferma il ministro dell'Interno Angelino Alfano in un'intervista al Corriere della Sera sulle unioni civili.
"Se avessi dato retta a tutti i 'radicali' che mi consigliavano la rottura con Renzi, ci sarebbe stato un accordo con Grillo e avremmo avuto davvero il matrimonio gay, paritario a quello previsto nel codice civile, e anche le adozioni gay con la naturale conseguenza dell'utero in affitto", spiega. Alfano inoltre non vede bene un referendum abrogativo: "Con questa legge, un'eventuale sconfitta del fronte referendario spalancherebbe la strada ai vincitori per andare ben oltre", "un'operazione a rischio altissimo". 
IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia e candidato sindaco a Roma...

Alfano rivendica di aver impedito adozioni e matrimoni gay, evitando anche un accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle. Ha ragione il ministro dell'Interno?
"L'intervista di Alfano fa il paio con quella di Maurizio Lupi nella quale quest'ultimo afferma con chiarezza che la legge sarebbe un argine alle sentenze. Il problema è che il giorno dopo il voto al Senato a favore del ddl Cirinnà, quindi ancor prima che la legge fosse stata approvata alla Camera, è partita una raffica di sentenze sulla legittimazione della stepchild adoption che è arrivata fino in Cassazione. I fatti provano, non le argomentazioni filosofiche o politiche, che la legge ha fornito un ausilio ai magistrati in questo senso. Ricordo che la legge non è ancora stata firmata da Mattarella e pubblicata. A seguito del cedimento dei cattolici presenti in maggioranza, la maggioranza ha emesso sentenze che fanno, diciamo così, da surroga al cosiddetto stralcio nell'articolo 5 della stepchild adoption che è l'unico, microscopico risultato portato a casa da Alfano e Lupi". 

Anche il venir meno dell'obbligo di fedeltà è un risultato che va in quella direzione, su questo sarà d'accordo.
"Non è un problema di essere d'accordo o meno, quello che ho detto sta già avvenendo! Ormai c'è la stepchild adoption incrociata con coppie lesbiche che si adottano l'una con l'altra i figli. La Cassazione ha legittimato una pratica di utero in affitto tra maschi. Nichi Vendola sta per rientrare con il figlio, è chiaro che è stato creato un clima ormai favorevole all'omogenitorialità". 

Poche ore dopo il voto alla Camera qualcuno nel centrodestra ha subito paventato un referendum abrogativo sulle unioni civili. Alfano, nella suddetta intervista, ha ammonito tutti dicendo che potrebbe essere un rischio parlando di gioco d'azzardo sulla famiglia. Condivide?
"Non lo so, in questa fase sono concentrato sulle elezioni amministrative. Il vero segnale di risposta alla vergognosa legge sulle unioni gay sarà il 5 giugno. Alle amministrative gli italiani hanno la possibilità di rispondere con chiarezza alla prepotenza del Governo e alla viltà dei cattolici presenti in Parlamento che non hanno fatto niente per fermare questa legge. La risposta si dà il 5 giugno votando Popolo della Famiglia, è l'unica risposta possibile. Nettezza e fermezza rispetto a principi non negoziabili". 

Unioni civili, Adinolfi: 'Caro Alfano i fatti parlano. Ora voto cambierà le cose, non referendum abrogativo'
Prima del referendum occorre pensare alle elezioni e magari a qualche altro referendum, mi sta dicendo questo?
"La risposta si può dare con un risultato sconvolgente tra venti giorni. Quelli a cui piace lo status quo continuino a votare i soliti partiti, quelli che vogliono costruire un'alternativa hanno un progetto politico cattolico nato dal basso, esplicitamente contrario a queste norme". 

Insomma sul referendum non mi risponde se ha ragione Alfano o no.
"Se alle amministrative avremo una risposta vedremo se ci saranno le condizioni per costruire il futuro su tanti punti. Ricordiamo l'appuntamento del Referendum costituzionale, insomma bisogna procedere per gradi. Il 5 giugno abbiamo un primo, importantissimo appuntamento. In autunno ne abbiamo un altro. Il referendum abrogativo non vedrebbe la luce prima del 2017 e credo che quello sarà un anno elettorale, dunque non si vedrebbe prima del 2018. Se Renzi perde il referendum fa passare un anno e mezzo prima delle elezioni politiche? Le fa il giorno dopo".

Niente referendum abrogativo per ora.
"Una cosa che varrà semmai tra due anni. Tra venti giorni abbiamo le elezioni, tra quattro mesi un referendum importante, non so perché quelli lì buttano la palla in tribuna. Ma non è il momento di farlo, bisogna dare risposte immediate". 
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