Hiv "ogni due ore un infetto". Aids aumenta fra chi sfugge i test e si nasconde

13 maggio 2016 ore 13:20, Americo Mascarucci
Sono oltre 120mila le persone che convivono con l'Hiv in Italia, dove si verifica un nuovo caso ogni 2 ore
Alla vigilia dell'ottava edizione di Icar, il congresso in programma a Milano dal 6 all'8 giugno che ospiterà i maggiori specialisti italiani, è stato pubblicato il Bollettino del Centro operativo Aids dell'Istituto superiore di sanità. E i dati sono allarmanti.
I nuovi casi negli ultimi due anni riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni.
A preoccupare è soprattutto il dato sull'inconsapevolezza della malattia. Le persone sierpositive potrebbero infatti trasmettere il virus inconsapevolmente: un problema grave perché una diagnosi precoce dell'infezione è fondamentale per poter accedere al più presto alla terapia antiretrovirale. E' indispensabile quindi accrescere la sensibilità tra le persone potenzialmente a rischio perché accedano ai test diagnostici, essenziali per contrastare una malattia curabile ma comunque non guaribile. 
I dati forniti dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di Sanità dicono che il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test dell’HIV, il 5% delle persone infette non lo rivela al proprio partner, il 40% non lo dice ai familiari e ben il 74% lo nasconde nei contesti lavorativi.

Hiv 'ogni due ore un infetto'. Aids aumenta fra chi sfugge i test e si nasconde
La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l'84.1 per cento di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43.2 per cento; omosessuali MSM 40.9 per cento). Il 27.1 per cento (1 su 4) delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6 per cento dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni.
La Lombardia, con circa 20mila persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. 
"Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell'assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezione virali", ha detto Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. 
La conferenza di Icar è basata sui contributi originali della ricerca italiana, nel campo dell’infezione da Hiv/Aids e delle altre malattie virali, e aperta ai contributi internazionali nel settore.

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