Istat: bene domanda interna, +0.3% di Pil nel primo trimestre

13 maggio 2016 ore 16:28, Luca Lippi
L'aumento congiunturale del Pil nel primo trimestre 2016, pari a +0,3%, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell'industria e dei servizi presi nel loro complesso e di un calo in quello dell'agricoltura. Lo precisa l'Istat, aggiungendo che, dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno negativo della componente estera netta. 
Nel particolare, le prime stime preliminari sul Pil del primo trimestre dell’anno vedono il Pil italiano salire dello 0,3% su base trimestrale e dell’1% annuo. Il dato si confronta con la debolissima variazione dell’ultimo trimestre del 2015 (+0,1%).

Istat: bene domanda interna, +0.3% di Pil nel primo trimestre

Le previsioni del governo italiano per l’intero 2016 sono di un +1,2% del Pil, leggermente superiori rispetto al +1% indicato dal Fmi e al +1,1% della Commissione Europea. 
Il ritmo di crescita dell’Italia risulta decisamente inferiore rispetto alla media europea, che nel primo trimestre 2016 segna un +0,5% su base trimestrale e +1,55% annuo.
Nella nota mensile di maggio l’Istat aveva parlato di evoluzione “incerta” del clima di fiducia e di “rischi di un rallentamento dell'attività economica nel breve periodo”, malgrado i segnali positivi “associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell'occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie”. 
Nel corso di una recente audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva aveva anticipato che il Pil italiano dovrebbe crescere dello 0,3% sia nel primo che nel secondo trimestre del 2016, “con un intervallo di confidenza compreso tra +0,1 e +0,5%”. E aveva sottolineato che “a fronte di tali previsioni per raggiungere una crescita dell'1,2% come previsto dal Def, sarebbe tuttavia necessaria un’ulteriore accelerazione dell’attività economica nella seconda parte dell'anno”. Nelle sue ultime previsioni di primavera la Commissione Ue ha rivisto al ribasso la crescita del Pil 2016 dell’Italia: dal'1,4% previsto a febbraio al +1,1%. 
Nel frattempo, la Banca d’Italia ha comunicato che il debito delle amministrazioni pubbliche in marzo è salito a 2.228,7 miliardi di euro, 14 miliardi di euro in più rispetto al mese di febbraio. 
Secondo quanto comunicato dall’Istat, si aggrava anche la deflazione.
Infatti nel mese di aprile 2016 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e registra una diminuzione su base annua pari a -0,5% (la stima preliminare era -0,4%), più ampia di tre decimi di punto percentuale rispetto a quella registrata a marzo (-0,2%).
In conclusione? Bassa crescita, inflazione negativa (leggi deflazione) e debito pubblico in aumento.

autore / Luca Lippi
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