Città piene di smog, l’80% respira aria inquinata e rischia la morte

13 maggio 2016 ore 15:16, intelligo

di Marina Simeone

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità lancia un nuovo allarme inquinamento per circa 3000 centri urbani di 103 Paesi diversi, con una scarsità di dati riguardo i maggiori Paesi Africani, che in ogni caso mostrano di avere particelle di particolato al di sopra della media.

Città piene di smog, l’80% respira aria inquinata e rischia la morte
L’80% delle persone che vivono in città, in base ai dati della ricerca OMS, respirano aria inquinata e tra questi chi per predisposizione, età, situazione di vita particolare è maggiormente sensibile ai danni inferti dall'inquinamento può rischiare la morte. Più di 3 milioni sono le morti premature registrate in tutto il mondo per patologie respiratorie e cardiovascolari. Nel quinquennio 2008-2013 i livelli globali di inquinamento sono cresciuti dell’8%, con picchi nelle regioni più povere. I Paesi a medio e basso reddito hanno città con oltre 100 mila abitanti, che non rispettano i parametri OMS per la qualità dell’aria, percentuale in caduta libera invece sul fronte dei Paesi più ricchi, Europa in testa. Per ora l’aria peggiore si respira nel Medio-Oriente e del Sud-Est asiatico, in queste zone il limite OMS vengono infatti superati circa 5-10 colte l’anno e il livello atmosferico è cresciuto del 5% in cinque anni.

I rischi per la salute riguardano non solo l’apparato polmonare, che ne viene naturalmente minato, o cardiovascolare, ma uno studio americano ha mostrato ripercussioni gravi anche per il cervello. La dott.ssa Fonken dell’Ohio State University ha riferito che: “Basandosi su analisi di topi da laboratorio esposti a tassi elevati di inquinamento atmosferico, i ricercatori hanno registrato l'emergere di problemi di apprendimento, di memoria e sintomi depressivi.” Ma non è tutto. Dall'Università di Milano arriva il risultato della ricerca sdegli effetti dell’inquinamento sul nostro patrimonio genetico. Secondo Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano e docente presso l'Harvard School of Public Health di Boston: “Abbiamo scoperto che nelle cellule di persone esposte all'inquinamento dell'aria, il livello di metilazione del Dna (cioè l'aggiunta di particolari gruppi chimici a regioni specifiche di Dna) cambia rispetto a chi non lo è. In pratica stiamo dimostrando che respirare aria inquinata può mettere a soqquadro il nostro Dna, determinando la riprogrammazione della funzione dei nostri geni, anche soltanto dopo 7 giorni caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia”.

Correre ai ripari a questo punto è d’obbligo e per farlo occorrerebbe non solo ridurre le emissioni industriali, aumentare il ricorso a fonti di energia rinnovabili, come solare ed eolico, ma anche considerare prioritario lo sviluppo di soluzioni di mobilità alternative all'auto all'interno dei centri urbani, ricorrendo ad esempio alle piste ciclabili. Lo stesso Carlos Dora dell’OMS ha avvertito: “È fondamentale per le città e per i Governi nazionali fare della qualità dell'aria urbana una priorità per la salute e per lo sviluppo. Quando la qualità dell'aria migliora, i costi sanitari per le malattie connesse all'inquinamento atmosferico si riducono, la produttività dei lavoratori aumenta e l'aspettativa di vita cresce.”

 

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]