Pdl: fratelli coltelli sulle poltrone in Parlamento

13 marzo 2013 ore 13:56, intelligo
Pdl: fratelli coltelli sulle poltrone in Parlamento
C’è la trattativa ufficiale con i tre moschettieri del Pd. E c’è la mediazione sottotraccia con gli uomini del Pdl. Primo faccia a faccia tra Zanda, Zoggia e Calipari e i pidiellini Malan e Baldelli.
Un mandato esplorativo per sondare il terreno, per annusarsi. Ed è chiaro che in questo schema preliminare anche il Pdl manda avanti le “seconde file”. Il che, però, non vuol dire che contatti più o meno informali vadano avanti tra le rispettive segreterie. Sullo sfondo, qualcosa si muove. E nel Pdl alcuni confermano che, per vie non ufficiali, dal Pd sono stati chiesti nomi possibili da valutare nello scacchiere delle presidenze, non solo per le commissioni ma anche e soprattutto, per Palazzo Madama e Montecitorio.  “Il problema”, spiegano a Via dell’Umiltà “che in questo momento non si capisce chi è legittimato a parlare e se chi viene a contattarti parla per sé o a nome del partito”. Ma c’è un’altra partita tutta interna al Pdl che in queste ore sta animando il dibattito: l’elezione dei capigruppo parlamentari. La situazione è ingarbugliata: se per Renato Schifani si riducono le possibilità di tornare a guidare l’assemblea di Palazzo Madama, potrebbe aprirsi l’opzione del posto da capogruppo. Quadro complicato anche a Montecitorio: difficile per ora trovare il bandolo della matassa nella ridda di ‘papabili’ che salgono e scendono a seconda dei giorni. Resistono Brunetta e Lupi ma non c’è accordo interno. In molti tra i pidiellini, auspicano che a sbrogliare il nodo sia direttamente Silvio Berlusconi. Come sempre.
autore / intelligo
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