Pollari alla presentazione del libro 'La leggenda del giornalista spia'. E Lando Dell'Amico parla dei segreti d'Italia

13 marzo 2013 ore 14:58, Marta Moriconi
Pollari alla presentazione del libro 'La leggenda del giornalista spia'. E Lando Dell'Amico parla dei segreti d'Italia
Nicolò Pollari
ex direttore del Sismi e attuale consigliere di Stato, Emmanuele Emanuele presidente della Fondazione Roma, Angelo Todaro presidente del gruppo Todaro ed esponente di spicco di Grande Sud, guidato da Adriana Poli-Bortone e Gianfranco Micchiché, Antonio Paris ex capogruppo nel Gruppo Misto in Regione Lazio, Giorgio Moschetti già senatore della prima Repubblica (detto Giò il biondo), Domenico Marchetta, consigliere dell'ex Presidente della Repubblica e attuale Senatore a Vita Carlo Azeglio Ciampi, Gino Falleri, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti, si sono riuniti intorno a Lando Dell’Amico, che ha presentato ieri (al cinema Capranichetta di Roma) il suo libro dal titolo “La Leggenda del giornalista spia” (edito dalla Koiné). E ancora: molti manager, e giornalisti presenti, curiosi di scoprire e conoscere molti dei segreti che ruotano intorno alla storia e alle vicende del Dell’Amico politico, giornalista; Dell’Amico, oggi 87enne, e soprattutto memoria vivente di quell’intreccio sotterraneo tra le tre Italie (l’Italia politica, l’Italia economica e quella giornalistica). Ad intervenire al tavolo il magistrato Otello Lupacchini, il giornalista del Gruppo Rcs Pietro Romano, l’attuale direttore dell’agenzia Agir Ugo Dell'Amico. Tutti moderati da Fabio Torriero giornalista e docente di comunicazione politica. Il dibattito si è articolato per focus collegati alla vita di Lando: partendo dalla storia dei fascisti di sinistra che lo ha visto protagonista (il percorso del giornale Pensiero nazionale, ex saloini, approdati sulle sponde del Pci; frutto di una precisa strategia, quella di Togliatti, sorprendentemente stimatore di Mussolini-giornalista); sviscerando poi, il suo rapporto di amicizia e di collaborazione sia con Enrico Mattei (petroliere pubblico, che voleva difendere il centro-sinistra), sia con Attilio Monti (petroliere privato che voleva difendere il centrismo), passando per  il misterioso dottor Stella (scenario in questione e momento di corto circuito professionale per Dell’Amico: il Congresso di Ravenna del partito repubblicano, ossia lo scontro congressuale tra La Malfa e Pacciardi), e concludendo con Pecorelli, simbolo degli anni Settanta, gli anni di Piombo, gli anni della strategia della tensione, del terrorismo, della sovranità limitata, degli opposti estremismi, dei golpe, delle stragi, dei servizi deviati, della guerra fredda e della guerra civile mai veramente conclusa; Pecorelli di cui Dell’Amico è stato “maestro”: gli ha insegnato il mestiere di giornalista. E non è stato trascurato il mistero dell’anticipazione dell’Agir sul “botto” di Capaci. Tra gli argomenti affrontati le vicende, anch’esse misteriose di Federico Umberto D’Amato, super poliziotto dalla velocissima carriera, con le mani in pasta dappertutto e “gastronomo” di Palazzo (aveva una rubrica culinaria sul L’Espresso). Il libro già in vendita in tute le librerie edito dalle nuove edizioni Koinè, è un libro insomma fondamentale. Che, scritto in un'intelligente forma romanzata, dove il vero diventa verosimile e viceversa, non ha l’ambizione di spiegare tutto. Magari rimandando ad un prossimo libro il seguito.
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