Donna Olimpia, olimpica nel bene e nel male. Un libro la racconta

13 marzo 2014 ore 15:07, Orietta Giorgio
Donna Olimpia, olimpica nel bene e nel male. Un libro la racconta
Potere e tangenti sono anche donna, ce lo dice la storia. Donna Olimpia Maidalchini fu una star del Vaticano. Le umili origini non la ostacolarono nella sua ascesa al potere e alla ricchezza, il matrimonio con Pamphilio Pamphili le aprì strade che seppe percorrere con un’astuzia agile e un arrivismo tale da diventare la donna più potente di Roma. Papa Innocenzo X la scelse come amica e consigliera, probabilmente pure come amante, l' influenza di questa donna, inevitabilmente, si estese al Vaticano intero. La sua dimora? Palazzo Pamphili a Piazza Navona, fece spostare il mercato da Piazza Navona a Campo de’ Fiori per non avere confusione sotto casa, il Bernini e il Borromini si prodigarono per cambiare la Piazza a suo piacimento, ogni suo desiderio era un ordine. Il libro “Quella donna in Vaticano” (edito da Terre Sommerse) di Massimo G.Bucci, Professore nell’Università di L’Aquila e di Roma, racconta la storia di Donna Olimpia, una donna odiata e temuta dal popolo e dalla curia per il suo potere e la sua influenza: “Ogni decisione del pontefice, doveva essere da lei condivisa. Nominata dal Papa principessa di S. Martino al Cimino, operò con estrema autorevolezza e cinismo, attirandosi l'odio della Curia e della nobiltà romana. Avida di potere e ricchezza, riuscì a farsi costruire dal papa ville e palazzi, accumulando nel frattempo enormi ricchezze, ricorrendo anche ad inganni ed illeciti intrighi. Intervenne con decisione anche nelle strategie di politica estera della Santa Sede con gli altri Stati, sia italiani che stranieri”.     Olimpia dunque è protagonista della sua città, incurante della miseria del popolo, impegnata a godere del potere acquisito, tanto da poter manovrare i destini altrui muovendo fili sottili tra le proprie mani. Continua il professor Massimo G.Bucci: “Donna Olimpia è protagonista del romanzo in quanto può essere considerata come un personaggio unico nella storia del papato, che rivestì ruoli estremamente prestigiosi, avvalendosi unicamente della sua intelligenza, astuzia e spregiudicatezza. La Storia sembra essersi dimenticata di lei, forse perché donna o perché notevolmente compromessa con le vicende vaticane. Attorno alla sua persona rivivono le intriganti vicende delle più prestigiose famiglie nobili italiane che vedevano in lei una indispensabile interlocutrice con la Santa Sede”. Ma in questa fiaba il lieto fine non è previsto, l’immenso potere un giorno finisce, Olimpia perde il dominio sulla città: “con l'arrivo a Roma della regina Cristina di Svezia, si ritirò a S. Martino portando con sé tutto il patrimonio ottenuto con le sue maldestre strategie”.      
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