Caso Battisti, parla Gabriele Adinolfi: "Sostenuto dall'alto, ma per me non è neanche un avversario"

13 marzo 2015, Andrea De Angelis
Cesare Battisti arrestato in Brasile. Anzi no, o meglio sì, ma solo per sette ore. Un caso che ritorna ancora una volta sui quotidiani italiani e sul quale IntelligoNews ha deciso di parlare con lo scrittore Gabriele Adinolfi...

Caso Battisti, parla Gabriele Adinolfi: 'Sostenuto dall'alto, ma per me non è neanche un avversario'

Come commenta quanto accaduto in Brasile nelle ultime ventiquattro ore? Il caso Battisti la sorprende o siamo alle solite?

«Il caso Battisti è particolare perché mostra lo status speciale dei mandati di cattura italiani che non sono praticamente mai stati riconosciuti da nessuna magistratura. Siamo davanti a un caso aberrante, tuttavia Battisti evidentemente usufruisce di un sostegno che arriva fino ai massimi vertici della Repubblica brasiliana. Siamo alle solite e continuiamo con questo tiro e molla...».

Secondo lei come finirà?

«Dipende da quanto potere contrattuale avremo nei confronti del Brasile. Se si vuole dare un messaggio particolare è probabile anche che i brasiliani lo sacrifichino, altrimenti si continua così».

In questa logica di potere contrattuale, pur con le ovvie differenze, la situazione le ricorda quella dei marò in India?

«Certamente, anche se con i marò l'Italia ha fatto veramente una figura ignobile, cosa che per il momento non sta avvenendo con il Brasile». 

Il caso Battisti suscita meno clamore?

«Sì, è così. Mi lasci però dire che il governo Renzi sta facendo meglio del governo Monti e non solo per il caso Battisti».

Venendo invece alla sua storia, dalla fuga all'estero al rientro in Italia, che messaggio vuole mandare da IntelligoNews a Battisti?

«Non ho messaggi da mandare a Battisti. Ho avuto modo di conoscere diverse persone della parte opposta alla mia che hanno compiuto azioni di lotta armata e tutti lo considerano un miserabile. Il problema resta comunque lo stesso: le leggi speciali attuate dall'Italia in quegli anni sono difficilmente riconosciute oggi all'estero».

Mi sta dicendo che c'è un aspetto giuridico separato da quello umano.

«Ma sì, giuridicamente Battisti si aggrappa a delle cose che effettivamente esistono, ma resta comunque un miserabile. C'è poco da dire, non lo riconosco neanche come avversario». 

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