Nozze gay, parla la Manif Pour Tous Italia: “Unioni civili non sono diritti umani. Ecco perché”

13 marzo 2015, Marco Guerra
Nozze gay, parla la Manif Pour Tous Italia: “Unioni civili non sono diritti umani. Ecco perché”
"Il Popolo della famiglie è pronto a farsi sentire se il ddl Cirinnà arriverà in Aula”. È il monito lanciato dalle colonne di Intelligonews da Fillippo Savarese, portavoce della Manif Pour Tous Italia, che commenta anche la relazione del Parlamento europeo sulle unioni civili e plaude alle dichiarazioni di Dolce e Gabbana sul “diritto dei bambini ad avare un padre e una madre”. 

Savarese come commenta la relazione del Parlamento europeo che ha definito le unioni civili un diritto umano? 

«Sulla relazione Panzeri approvata ieri al Parlamento europeo è stata fatta una campagna di disinformazione. Non è vero che le unioni civili sono state definite un “diritto umano”, in realtà sono stati esortati i governi a riflettere sul tema. Per quanto riguarda l’Italia, la riflessione è iniziata da tempo e c’è stato il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha ribadito che non possono essere equiparati al matrimonio altri tipi di unioni che nulla hanno a che fare con questo istituto»

Sì, ma il governo è comunque determinato a far approvare entro l’estate una legge sulle unioni civili…

«Stanno provando in tutti modi a portare avanti Ddl Cirinnà sulle unioni civili. Renzi è da mesi che promette che presto arriverà in Aula, ma il realtà il Pd è spaccato, per questo il disegno di legge arranca così tanto. È un testo fragile che molti all’interno della maggioranza non hanno intenzione di votare. Ad ogni modo nel momento in cui arriverà in aula il popolo della famiglie si farà sentire, prima e dopo il voto».

Dalla vostra parte non c’è solo popolo delle famiglie. Ha letto le dichiarazioni di Dolce e Gabbana contro le adozioni ai gay e gli uteri in affitto? 

«Le dichiarazioni dei due stilisti ci hanno fatto molto piacere. È importante che due affermati personaggi dello star system, e per di più gay, abbiano detto di non credere che esista un diritto ad avere un figlio ad ogni costo e che i bambini hanno bisogno di un padre e una madre. Da due maestri della moda impressiona poi sentir dire che la famiglia tradizionale non passerà mai di moda, che la natura non può cambiare perché tutti siamo nati e continueremo a nascere dall’unione tra un uomo e una donna. La divisione, infatti, non è tra omosessuali e famiglie tradizionali ma tra chi crede che vadano tutelati i diritti del nascituro e chi mette al centro solo i desideri del singolo. Desideri che, come vediamo ogni giorno nella cronache, portano solo ad un mercimonio di ovociti e uteri in affitto».
  
Eppure la direttive delle Agenzie e delle istituzioni internazionali sono tutte verso una sola direzione. Le volontà dei popoli sono stravolte dai pronunciamenti delle Corti e dalle iniziative dei parlamenti. Emblematico quello che è successo in Slovenia la settimana scorsa.

«Le pressioni internazionali hanno fatto sì che la Slovenia abbia approvato il matrimonio e l’adozione di bambini da parte coppie dello stesso sesso. Questo malgrado appena un anno fa, un referendum popolare avesse già abrogato un primo tentativo di far passare i matrimoni omosessuali. Comunque, la scorsa settimana, davanti al parlamento sloveno si sono radunate più di tremila persone. Io credo che, anche questa volta, il popolo sloveno proverà a riaffermare la sua volontà promuovendo un referendum»

Invece in Italia farete affidamento sui malumori della componente cattolica del Pd? 

«No, speriamo che in tutti i partiti prevalga la parte della ragionevolezza. Non si tratta di una questione di carattere confessionale. Noi non vogliamo mettere in dubbio il diritto di amarsi e di vivere la vita sentimentale che uno vuole, ma questi disegni di legge puntano a mettere in discussione la filiazione naturale. Non permetteremo mai che la filiazione sia sganciata dal dato naturale e che sia toccato il diritto dei figli di discendere da un uomo e una donna e di avere un padre e un una madre. Su questi principi penso che ci sia una vasta area di consenso»
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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