Riforma scuola, Morra (M5S): “Caro Renzi il preside non è un manager”

13 marzo 2015, Andrea Barcariol
Riforma scuola, Morra (M5S): “Caro Renzi il preside non è un manager”
Raggiunto da IntelligoNews, Nicola Morra, senatore del Movimento 5 Stelle e insegnante, analizza a 360° la riforma della scuola presentata ieri da Matteo Renzi evidenziandone pregi e difetti.


Lei insegna al liceo Bernardino Telesio di Cosenza. Da esperto del settore come giudica la riforma della scuola di Renzi?


«Innanzitutto è necessario attendere il testo del provvedimento perché le slides sono fumose. Da quel che ho letto, ci sono alcune considerazioni da fare sulla contraddittorietà in cui è incorso come al solito Renzi che fa annunci roboanti seguiti da correzioni di rotta. La rivoluzione meritocratica annunciata non c’è, soprattutto per l’entità della misura, i famosi 200 milioni di euro infatti dovrebbero riguardare 650.000 insegnanti, tra questi solo il 5% verrà premiato. Nella prima stesura il merito veniva invece riconosciuto al 66% degli insegnanti, quindi a 2 su 3 mentre poi si è passati a 1 su 20, mi sembra una bella differenza. Mi piacerebbe poi capire chi è che deciderà quali insegnanti meritano questi premi, se solo il preside o se sarà affiancato da qualcuno in questo giudizio. Si tratta comunque di una misura apprezzabile».


L’aspetto che la convince di più?


«Quello sui consumi culturali, con il bonus di 500 euro. Secondo me sarebbe stato funzionale, ad esempio, per incoraggiare una rivoluzione tecnologica, promuovere una detraibilità fiscale per l’acquisto di ebook. Comunque non ci lamentiamo».


Qualcuno dice che Renzi ha completamente trasformato la figura del preside rendendola simile a quella del capo di un’azienda. E' d'accordo?


 «Non considero il preside un manager, la scuola non deve essere un’azienda così come non deve esserlo un ospedale. Domandiamoci se quelli che oggi hanno il ruolo di dirigenti scolastici siano stati formati in passato per svolgere certi ruoli».


A settembre verranno assunti 100mila precari. Gli altri tutti a casa?



«Penso che il precariato debba essere risolto attraverso l’indizione continua e veloce di concorsi. Dobbiamo metterci in testa che il corpo insegnanti va ringiovanito, abbiamo un’età media tra le più alte d’Europa, questo implica difficoltà di aggiornamento e di relazione con gli studenti. Il ricambio è quanto mai necessario. Noi avevamo proposto altre vie per risolvere questo problema, ci rendiamo conto che ci sono aspettative legittime sia per chi è inserito nelle graduatorie a esaurimento sia per chi è nelle lista dei vincitori o degli idonei. Io addebito all’esecutivo è la capacità di offendere la dignità delle persone promettendo certi numeri e poi facendo marcia indietro. Inoltre, scegliere la strada del disegno di legge significa rallentare l’esecutività della manovra per poter eventualmente scaricare sul Parlamentare, come al solito, le responsabilità. Non ultimo, leggevo oggi che ci sono problemi relativi alle coperture per assumere questi nuovi colleghi. In realtà si è voluta fare soprattutto propaganda».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]