Unioni civili, Giovanardi (Ncd): “Gay, i diritti di Dolce e Gabbana e il "mestiere" di Luxuria"

13 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Unioni civili, Giovanardi (Ncd): “Gay, i diritti di Dolce e Gabbana e il 'mestiere' di Luxuria'
Puntura di spillo a Luxuria, pollice verso sulle unioni civili. Carlo Giovanardi, senatore di Ncd, sta dalla parte di Dolce e Gabbana e nella conversazione con Intelligonews, passa ai raggi X la Relazione Panzeri votata a Strabsurgo e le parole di Bagnasco, comprese quelle su Berlusconi…

Luxuria a Intelligonews dice di temere che adesso dopo il no di Dolce e Gabbana su nozze gay e adozioni, i due stilisti la chiameranno a sfilare in passerella. Cosa le risponde?

«Ho sempre pensato che si debba salvaguardare la maggioranza silenziosa degli omosessuali normali rispetto a quelli che, invece, fanno dell’omosessualità un mestiere, come Luxuria. Ma di cosa stiamo parlando?».

Lo dica lei.

«Se stiamo parlando di rispetto, di non discriminazione, del soddisfacimento di diritti di uguaglianza delle persone, omosessuali ed eterosessuali, nessuno ha nulla da ridire. Anzi, noi vogliamo, anche in Parlamento, tradurre quello che la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno detto e scritto, ovvero che un conto è la famiglia naturale fondata sul matrimonio esclusivamente tra uomo e donna, un conto sono le formazioni sociali in cui i singoli esplicano la loro personalità. In quest’ultimo ambito, come la Consulta ha detto, occorre garantire la tutela da ogni forma di discriminazione sia nei confronti degli eterosessuali che nei confronti degli omosessuali. Su questo, non ci piove. Peccato che non sia questo l’obiettivo dei movimenti gay».

E a suo giudizio quale sarebbe l’obiettivo?

«Basta andare a prendere il testo dell’udienza conoscitiva in Commissione Giustizia al Senato con le associazioni gay per capire cosa hanno detto. Hanno detto che a loro non interessa questa impostazione perché loro vogliono il matrimonio. E perché lo vogliono?».

Lo dica lei.

«Perché vogliono i figli, o con l’adozione o tramite l’utero in affitto, cioè una compravendita. Se la domanda è: due uomini o due donne hanno il diritto di avere un figlio? La risposta è no. Perché in natura due uomini come due donne, un figlio non lo possono avere. Per fare un figlio ci vuole un uomo e una donna e il bambino ha il diritto di avere un padre e una madre. Quindi se la storia è, come è, che l’Unione europea intende dire all’Italia che dovrebbe riconoscere il diritto allo sfruttamento della povertà, della disperazione di donne costrette a vendere il loro corpo, fare una gestazione di nove mesi e poi vedersi portare via il figlio da una coppia di ricchi che se lo comprano, oppure il fatto della simulazione ovarica con tutti i rischi per la salute, o ancora forme di mercimonio a pagamento in cui si pensa di poter schiavizzare altre persone per soddisfare il proprio desiderio, non solo sono contrario ma la trovo una cosa assurda perché è un ritorno alla schiavitù»

Come legge il Rapporto Panzeri nel passaggio in cui sollecita a considerare i diritti civili, comprese le unioni civili, diritti umani?

«La risoluzione dell’Europa è acqua fresca. Vale zero, nel senso che su questi argomenti sono pienamente titolati solo i parlamenti nazionali. La cosa è molto semplice: se, come vogliamo fare noi, riconosciamo nell’ambito della formazione sociale, lo è anche la coppia, ai singoli membri della coppia eterosessuale o omosessuale, la non discriminazione, il soddisfacimento dei diritti di uguaglianza delle persone, non c’è problema. Se invece, come vogliono loro, noi dovessimo riconoscere l’unione civile, sarebbe riconosciuta la coppia in quanto tale e non c’è dubbio che su questo sia le associazioni gay che quelli contrari convengono nel dire che se il parlamento dovesse approvare, come vuole Renzi, il cosiddetto modello tedesco, la Corte europea ha già detto che se uno Stato attraverso le unioni civili parifica questo rapporto a quello di una coppia eterosessuale, deve avere gli stessi diritti anche in fatto ad esempio di adozioni. E così si spalanca la porta alle adozioni da parte dei gay»

E’ il monito di Bagnasco che pare indirizzato a Renzi.

«Il punto è: la battaglia non è sui diritti ma sui desideri e su questo mi richiamo alle parole del cardinale Bagnasco che condivido e a quello che hanno detto Dolce e Gabbana secondo cui un conto è la famiglia naturale e il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; un conto sono i diritti sacrosanti di Dolce e Gabbana di vivere la propria vita e la propria sessualità e di non essere trattati diversamente dagli altri».

Il presidente della Cei ha usato parole chiare anche nei confronti della condotta morale di Berlusconi in relazione all’assoluzione sul caso Ruby. Ora che torna in campo come leader del centrodestra, questo monito della Cei non vi crea qualche imbarazzo?

«Anzitutto un dato: la posizione della Chiesa è questa da sempre. Sul piano politico, noi di Ncd abbiamo fatto una scelta un anno e mezzo fa. Io, quando dal Pdl che doveva essere un partito democratico è rinata una Fi come partito con un capo indiscusso e senza democrazia interna, sono andato da Berlusconi e amichevolmente ho detto che non ero d’accordo con quel modello. Il vero problema è il futuro del centrodestra. Dal punto di vista politico, Berlusconi è importante ma avrebbe dovuto creare nel centrodestra una classe dirigente per il futuro e un leader per il futuro».

Significa che non lo considera più tale?

«Dal fatto scandaloso e ignobile di aver buttato fuori dal Parlamento Berluscon definendolo uno che con la sua presenza addirittura inquinava il Parlamento come disse il Pd, salvo poi Renzi fare l’accordo con la stessa persona definita ignobile dal suo partito, a dire oggi che Berlusconi deve essere il capo del centrodestra, dico che entrambe le cose non stanno in piedi. Non stava in piedi l’accanimento contro Berlusconi e non sta in piedi pensare che Berlusconi, dopo tutto quello che è successo, possa essere il leader del centrodestra. Non che Berlusconi non sia importante; senza di lui come si fa a ricompattare il centrodestra ma…».

Ma…?

«Ma finora non ha pensato in termini di costruzione di un partito vero; Fitto si è messo in conflitto ora ma per un anno e mezzo ha sostenuto la linea di Fi contro di noi; Salvini va per conto suo, fa una battaglia solitaria e caccia fuori Tosi dalla Lega, la domanda è: dove andiamo in questa condizione?».

Si è fatto la domanda, si dia la risposta.

«Berlusconi potrebbe svolgere ancora un fondamentale ruolo di pacificatore del centrodestra ma non più di leader. Certamente Berlusconi è un leader, a uno che ha fatto un sacco di goal non puoi dirgli che ha fallito perché per l’età, fa l’allenatore. L’allenatore è altrettanto importante ma è un ruolo diverso. Ora serve che aiuti a fare la squadra e a trovare un bel goleador».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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