Gay, come per Barilla il boicottaggio di Dolce e Gabbana? #BoycottDolceGabbana

13 marzo 2015, intelligo
Gay, come per Barilla il boicottaggio di Dolce e Gabbana? #BoycottDolceGabbana
Il caso Dolce e Gabbana esplode sulla Rete alla voce “gay” e “unioni civili”. Un po’ come accadde a suo tempo per lo spot della Barilla che scatenò polemiche a non finire. 

Oggi la comunità omosessuale non ha gradito la presa di posizione dei due stilisti su nozze gay e adozioni. Al punto che si valuta l’ipotesi di boicottare le creazioni dei due stilisti. 

Come? L’idea sarebbe quella di agire nel solco e sull’onda del “successo che ebbe la campagna di boicottaggio – spiega LGBT News Italia - che intraprendemmo contro il Lido Azzurro di Catania da cui erano state cacciate due ragazze per essersi baciate”. 

E ancora: “Adattando questo ragionamento al nostro discorso traiamo oggi, come allora, le stesse conclusioni: l’omofobia, in qualunque posto è un’assurdità; da noi è una normalità. E il lavoro di alcuni ragazzi che non vogliono piegarsi diventa straordinario. Se organizzassimo i “Consumatori critici” e i “Commercianti non omofobi”; mettendoli in contatto nascerebbe l’idea del consumo critico antiomofobo”. 

Un ragionamento che porta all’opzione di una campagna di boicottaggio delle creazioni dei due stilisti. “Così come Dolce e Gabbana sono stati liberi di scegliere eticamente di impostare politica aziendale e fama personale sulla scia della discriminazione; noi dobbiamo sentirci liberi di scegliere di farci consumatori etici, acquistando da chi sceglie la politica dell’inclusione e restituisce i frutti della propria fama, in primis, alla propria comunità, prendendo parte alla battaglia universale per l’estensione dei privilegi eterosessuali secondo il principio d’uguaglianza e per la promozione dei diritti umani”. 

Il tam tam corre sulla Rete. 

autore / intelligo
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