"Wake Up Roma": in strada per pulire la città. Le tre contraddizioni

13 marzo 2016 ore 14:21, Adriano Scianca

'Wake Up Roma': in strada per pulire la città. Le tre contraddizioni
Quattro luoghi strategici della capitale, quattro siti abbandonati al degrado: piazza di Porta Maggiore, piazza Vittorio Emanuele II, Villa Paganini e piazza Anco Marzio, a Ostia. Sono stati questi gli obbiettivi di #wakeupRoma, il sabato di pulizia collettiva organizzato dalla startup Luiss Enlabs e Retake Roma. Circa tremila volontari, che hanno pulito, spazzato, cancellato scritte, tolto manifesti abusivi etc. “È stata una giornata favolosa – ha dichiarato la fondatrice di Retake, Rebecca Spitzmiller – siamo riusciti a richiamare persone di tutte le età: dai bambini dell’asilo agli adulti. Volevamo contagiare la città con la nostra energia positiva e ci siamo riusciti: oltre la metà dei partecipanti non aveva mai partecipato a un retake prima d’ora”. Tanti anche gli amministratori presenti, fra assessori e presidenti di municipio presenti e passati. L'iniziativa era in collaborazione con Ama e aveva ben 51 sponsor. 

A Porta Maggiore c'è stata però una contestazione da parte di un collettivo di estrema sinistra, che hanno spiegato: “Roma è tra le città italiane con la pressione fiscale è più alta ma i servizi non funzionano. In questo quadro il protocollo d’intesa firmato tra Ama e Retake è da leggersi come un ulteriore passaggio verso le privatizzazioni”. L'iniziativa è in effetti mossa da uno spirito civico lodevole, ma non manca qualche contraddizione. 

1) Ha senso, per esempio, una iniziativa di volontariato e mobilitazione dal basso a cui partecipano l'ente che assorbe ingenti risorse per fare lo stesso lavoro dei volontari e gli amministratori che il degrado dovrebbero combatterlo dalle loro scrivanie anziché con il raschietto in mano? I cittadini che tengono alla pulizia della città non dovrebbero prendersela con Ama e con i politici, anziché collaborare con loro? 

2) Si ha il coraggio di combattere il degrado dovuto anche a un modello sbagliato di integrazione (è il caso dell'Esquilino) o ci si limita a prendersela con le forme più esteriori e, in fondo, innocue di esso? 

3) Ultimo appunto: perché queste mobilitazioni avvengono sempre a ridosso delle elezioni?

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