Pd e sex toys, Abbate: "Cosa c'è di amorale? Sinistra è pane e rose. La stampante non è meglio del vibratore"

13 novembre 2014 ore 12:42, Adriano Scianca
Pd e sex toys, Abbate: 'Cosa c'è di amorale? Sinistra è pane e rose. La stampante non è meglio del vibratore'
Alla fine si è scoperto l'arcano: era stato un ex collaboratore della consigliera regionale socialista in quota Pd, Rita Moriconi, ad aver messo a rimborso gli scontrini dello shopping per circa 80 euro in un negozio di gadget erotici. “Uno scherzo per un amico”, ha spiegato il collaboratore incriminato. Ma anche fossero stati per uso personale della consigliera che ci sarebbe stato di male, si chiede lo scrittore Fulvio Abbate. “La sinistra dovrebbe contemplare il pane e le rose. I vibratori fanno parte delle rose. Questa è la fine della diversità berlingueriana, basta con la sinistra che ha l'ossessione di tallonare il moralismo cattolico”. Abbate, cosa pensa della consigliera Pd che vuole farsi rimborsare i sex toys? «Ma cosa c'è di amorale, se qualcuno ha comprato un dildo o un cuneo anale? La sinistra deve contemplare, come si diceva una volta, il pane e le rose. I vibratori fanno parte delle rose. Non mi scandalizza che del denaro sia stato utilizzato per il piacere, è una cosa che fa scandalo solo per un certo retaggio cattolico. Un po' come quando dai un euro a un mendicante e gli dici: “Però non se lo beva”. Ma perché? Come diceva Benigni quando era "ancora in sé": al momento di godere va bene tutto, donne, uomini, animali, ortaggi...». Però c'è la questione dei rimborsi chiesti per queste che non sono esattamente “spese di rappresentanza”... «Certo, il reato sta nel fatto che quei soldi dovevano essere spesi per una stampante anziché per un vibratore. Una stampante laser, magari. Ma una stampante è più morale di un vibratore?». In passato c'era stata la segretaria di un circolo del Partito democratico di San Miniato, vicino a Pisa, beccata in un film porno, si ricorda? «Sì, certo, mi ricordo. Direi che questo dipende da due cose: o il personale politico non è più selezionato come ai tempi del Pci, oppure oggi c'è un bisogno di esibizionismo tale da lambire anche chi in passato non si sarebbe fatto sfiorare dal virus del porno». Sta di fatto che la sinistra non sembra molto differente dalla destra libertina e amorale di questi anni... «Di sicuro è la fine della diversità berlingueriana. Io l'ho anche scritto in un articolo: ma dove sta scritto se sei di sinistra non puoi fare i p... per ambizione sociale?». Però esiste anche un'anima bacchettona della sinistra, non crede? «La sinistra è cresciuta sotto il ritratto di Lenin, l'anima libertaria è sempre stata minoritaria. La sinistra è moralista perché ha sempre avuto l'ossessione di tallonare il moralismo cattolico». In passato c'era questa idea dell'operaio sano e frugale, laddove le “perversioni” sessuali riguardavano solo la decadenza borghese... «Certo. L'operaio non poteva essere ricchione, perché lavorava. C'erano questi ritratti dei borghesi grassi, contornati da vodka e puttane, finché non arrivava il martello del socialismo a distruggere il quadro decadente». Perché accadeva e accade questo questo? «Perché siamo un Paese fondamentalmente piccolo borghese e la sinistra si adegua a questo contesto. In Italia non abbiamo mai avuto uno Studio 54, come a New York. E questo è il risultato».
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