Caso De Luca, le frasi sospette del marito di Manna: “Fatto un investimento il 17 luglio”

13 novembre 2015 ore 10:52, intelligo
Caso De Luca, le frasi sospette del marito di Manna: “Fatto un investimento il 17 luglio”
 Emergono nuovi sviluppi sull'inchiesta che coinvolge il Governatore della Campania Vincenzo De Luca. 
Ci sono le intercettazioni che impazzano su tutti i giornali contenenti le parole del marito del giudice Scognamiglio che secondo gli inquirenti sarebbero la prova “regina” al centro dell’inchiesta. Intercettazioni però che non sarebbero del tutto rispondenti a quelle depositate agli atti dell'inchiesta almeno nella parte relativa ai presunti colloqui fra il giudice Scognamiglio, nel frattempo trasferita d'ufficio dal Consiglio Superiore della Magistratura e il marito laddove il giudice informerebbe il consorte sull'esito favorevole della sentenza De Luca. 

Vediamo i passaggi “sospetti”: “Abbiamo finito, è fatta”. E’ una delle frasi sospette intercettate dagli investigatori e risale al 17 luglio, giorno in cui il giudice Anna Scognamiglio, relatrice della sentenza con cui si decide di sospendere l’applicazione della legge Severino nei confronti di Vincenzo De Luca, di fatto consentendogli di continuare ad amministrare la Regione da presidente. Secondo gli inquirenti il giudice Scognamiglio avrebbe avvertito della decisione il marito, Guglielmo Manna, che a sua volta avrebbe risposto con un sms. “Come previsto”. Sono questi i passaggi-chiave sui quali prende avvio l’inchiesta della Procura che sospetta un accordo. Della serie: una decisione favorevole a fronte di una nomina di rilievo nel settore sanitario per il marito del giudice. Tuttavia, secondo alcuni, l’intercettazione non sarebbe stata inserita negli atti e dunque non avrebbe alcun valore. Ma su questo sarà la Procura a chiarire.

Resta il fatto di una vicenda ancora dai contorni poco chiari ma che sul piano politico ha suscitato un vespaio di polemiche che rischia ripercussioni ed effetti anche su Palazzo Chigi. Tornando alle carte dei pm, spunta anche una intercettazione ambientale all’interno di un’auto e risalente al 20 agosto scorso dove Manna parlando con l’avvocato Gianfranco Brancaccio, anche lui finito nel registro degli indagati, avrebbe detto: “Io non faccio il direttore generale e va bene, però tu non farai il presidente della Giunta regionale. Io perdo 5 tu perdi 100'”. In un altro contesto Manna avrebbe espresso rammarico per non essere stato ancora considerato dal governatore in merito al ricorso sulla sospensione di cui si era occupato la moglie, nel ruolo di giudice: “Ho fatto un investimento il 17 luglio  ma mi deve essere ancora ritornato. Non abbiamo avuto niente in cambio!”. Infine resta da chiarire anche quello che finora sembra un giallo in questa complicata vicenda perché alla procura di Roma non ci sarebbe alcun riscontro sull’esistenza dell’intercettazione telefonica dei messaggi tra il giudice e il marito, in quel 17 luglio 2015.

Insomma una vicenda tutta da chiarire sulla quale continuano ad emergere luci e ombre.
Stando alle intercettazioni sembrerebbe avvalorata la tesi difensiva di De Luca laddove il Governatore sostiene di non aver favorito minimamente il marito della Scognamiglio. Questo infatti si lamenterebbe proprio del fatto che alla Regione nessuno lo abbia ricompensato per il presunto favore elargito dalla moglie a De Luca. Sempre che l'intercettazione esista davvero e che, come per il caso Crocetta non si tratti invece di atti sconosciuti agli inquirenti e saltati fuori non si sa da dove o da parte di chi. 


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