Tumore, addio vecchia chemio, ora penetra il cervello. Svolta anche per altre malattie?

13 novembre 2015 ore 11:13, Americo Mascarucci
Tumore, addio vecchia chemio, ora penetra il cervello. Svolta anche per altre malattie?
La barriera encefalitica dei pazienti affetti da cancro al cervello non è più invalicabile. 

Infatti, un gruppo di medici del Sunnybrook Health Sciences Centre in Canada, sono riusciti per la prima volta al mondo a superare lo strato protettivo del cervello umano somministrando farmaci anti-cancro a una paziente inglese di 56 anni 
Tuttavia l’operazione è stata possibile soltanto in un lasso di tempo molto limitato, sufficiente però per iniettare mini-bolle piene di gas nel circolo sanguigno. 
La barriera emato-encefalica ha il compito di proteggere il cervello da agenti patogeni e tossine, ma anche dal passaggio di altre molecole, farmaci compresi. Per questo motivo i ricercatori hanno praticato dei fori temporanei nella barriera per far passare "in modo sicuro" i farmaci chemioterapici.

Hanno poi proseguito l’intervento applicando un fascio di ultrasuoni focalizzato sul cranio della donna, in modo da agire sulle bolle che vibrando sono state mosse fino alla direzione desiderata insieme ai farmaci chemioterapici. La procedura ora sarà ripetuta su circa dieci pazienti. 
Se la sperimentazione confermerà gli ottimi risultati già mostrati sulla prima paziente, potrebbe portare a nuove speranze per la cura di questo tipo di malattie. Lo stesso metodo, non invasivo, potrebbe essere usato per altre malattie cerebrali come la demenza, l'ictus e il Parkinson. 
Ma saranno necessari ulteriori studi per stabilire la sicurezza della tecnica.  

Come detto l'esperimento è stato praticato su una paziente inglese di 56 anni affetta da cancro al cervello da circa otto anni riuscendo tuttavia a contenere lo sviluppo della malattia. I medici le hanno chiesto se voleva essere la prima al mondo a tentare questo approccio innovativo. Così hanno le hanno somministrato una chemio per infusione intravenosa, seguita da una piccola dose di microbolle e poi dagli ultrasuoni.

Lo scanner cerebrale – hanno spiegato i medici alla BBC – sembrerebbe confermare che il trattamento ha funzionato, e presto il team esaminerà una piccola parte del tumore, rimosso chirurgicamente il giorno dopo la terapia, per capire quanto il farmaco è realmente penetrato”.

Insomma una nuova frontiera nella lotta al cancro destinata ad essere abbattuta?

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