"Sulla via giusta. Nel 2016 debito calerà": Renzi ottimista, ma Draghi lo fredda

13 novembre 2015 ore 11:42, Americo Mascarucci
Il premier Matteo Renzi continua a vantarsi della ripresa economica che sarebbe da tempo in atto in Italia e non perde occasione per ribadirlo, snocciolando dati e cifre che, a suo giudizio, dimostrerebbero come grazie alle politiche del suo Governo il Paese sia effettivamente ripartito. 

"Due anni fa – ha ripetuto il Premier - l'Italia aveva subito una battuta d'arresto, era impotente. Erano gli italiani, non io, ad essere stanchi".

Due anni fa è dunque il lasso di tempo in cui a detta di Renzi l’Italia era bloccata. 
Segno evidente che per il Premier né il Governo tecnico di Mario Monti insediato nel novembre 2011, né il successivo guidato da Enrico Letta scaturito dalle elezioni politiche del 2013 e frutto delle “larghe intese”, sono riusciti nell’impresa di smuovere una macchina ferma.

'Sulla via giusta. Nel 2016 debito calerà': Renzi ottimista, ma Draghi lo fredda
Tuttavia Renzi, pur vantando una crescita in ripresa, non può dimenticare di come l’Europa imponga dei vincoli precisi agli Stati per ciò che concerne le politiche di sviluppo: 
“Rispettiamo le regole ma la Germania superò il tetto del 3%” ha detto lanciando una stilettata all’indirizzo di Angela Merkel, la cancelliera tedesca rigida custode dei parametri europei e pronta a sanzionare gli stati che trasgrediscono le regole, per poi aggiungere: “L'Italia rispetterà le regole di bilancio europee, pur ritenendo un "errore" la politica di austerità, ma la Germania per tre anni "ha superato il tetto del tre per cento. Gli italiani, non io, ne avevano abbastanza. Volevano un altro passo. Oggi l'Italia è tornata ed è sulla giusta via. Sono entrato in gioco – ricorda ancora Renzi -con il proposito di non finire come la Grecia ma di fare meglio della Germania. Con un deficit del 2,2 per cento abbiamo applicato una riforma del mercato del lavoro quest'anno. Nel 2016 il debito calerà per la prima volta".

Insomma un Renzi alle stelle che tuttavia nella sua analisi eccessivamente ottimistica sembra incontrare un argine nelle parole del presidente della Banca Centrale europea Mario Draghi che ha evidenziato come la ripresa in atto sia ancora debole, non soltanto in Italia ma in tutta Europa.

“La ripresa nell'Eurozona prosegue moderatamente – ha spiegato Draghi - e anche se migliora e continua, resta  purtroppo lenta". Insomma, la macchina cammina ma non corre, o peggio cammina a bassa velocità percorrerebbe pochi chilometri in un lasso di tempo lungo.

Certo – aggiunge Draghi - rispetto al passato è più forte e più diffusa, e avviene anche nei Paesi sotto stress e 'non core', guidata da consumi e investimenti. Questo è un segnale positivo, il segnale  di un'economia che riparte anche grazie al credito che si rimette in movimento. Ma la possibilità che una crescita così modesta sia spinta di nuovo giù portano la Banca centrale a tenersi pronta ad agire a dicembre, anche con strumenti diversi dal QE, dopo aver valutato l'efficacia delle misure messe in campo finora. Un nuovo intervento potrebbe essere necessario soprattutto perchè l'obiettivo di riportare l'inflazione in zona 2% non è nemmeno all'orizzonte. Le dinamiche dell'inflazione si sono indebolite, a causa dei prezzi bassi del petrolio e dell'effetto dell'euro forte - ha spiegato Draghi - È anche colpa della protratta debolezza dell'economia degli anni scorsi, che continua a pesare sulla crescita nominale degli stipendi, e questo può moderare la pressione dei prezzi". 

Insomma le previsioni di Draghi per quanto incoraggianti restano comunque estremamente caute segno evidente di come "in casa" forse si punti ad esaltare eccessivamente risultati modesti spacciandoli per eclatanti. Ma Draghi alla fine è un tecnico e non deve badare troppo al consenso elettorale, né alle previsioni dei sondaggi. 

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