L'autogol di Berlusconi a Porta a Porta: Patto del Nazareno vincolato all'agibilità politica?

13 novembre 2015 ore 14:25, Americo Mascarucci
L'autogol di Berlusconi a Porta a Porta: Patto del Nazareno vincolato all'agibilità politica?
E’ un Silvio Berlusconi che cerca di riposizionarsi a pieno titolo nel mercato della politica quello andato in scena ieri sera a Porta a Porta di Bruno Vespa dove però, nel tentativo di accreditarsi come oppositore naturale del Premier Matteo Renzi smentendo chi come i 5stelle lo considerano  l’alleato occulto (ma non troppo) del Premier, ha finito per segnare un netto autogol.

Allo stesso tempo l’ex Cavaliere ha cercato di dettare la linea al centrodestra. La prima domanda è d’obbligo: chi sarà il leader del centrodestra? “Se ci sarà qualcuno che possa avere un passato di esperienza e fascino per essere candidato, verrà fuori da solo. Trovare un premier non è semplice, ho paura dei nomi che si fanno di persone che non hanno esperienza nel campo del lavoro e hanno fatto solo politica. Anche per quanto riguarda i nostri candidati sindaci noi dovremmo trovare persone di garanzia". Come dire; il leader in campo resto io anche perché altri alle mia altezza non ci sono. 
Il senso del discorso berlusconiano verte su questo. E il riferimento a chi non ha mai lavorato e ha fatto solo politica, potrebbe aver infastidito qualcuno dalle parti di via Bellerio, sede del Carroccio. Matteo Salvini leader? Se due più due fa quattro seguendo il ragionamento berlusconiano la risposta non può che essere scontata:No, non può essere lui.
Sarà scelto con le primarie? 
Berlusconi le ha sempre avversate e continua a farlo: "Sono la risoluzione finale quando non c'è accordo – spiega - Io credo e spero che possa emergere un leader dall'accordo di tutti, ma comunque saranno gli elettori a sceglierlo". 
Come dire: se proprio saranno necessarie si faranno ma cercheremo di scongiurarle. Tradotto: non si faranno.
Il centrodestra arranca, Forza Italia è attestata nei sondaggi intorno al 10% ma Berlusconi è convinto che si possa tornare a vincere. Come farlo con questi numeri e con un Movimento 5Stelle sempre più approdo naturale per l’elettorato anti-renziano?: 
“Nella prossima campagna elettorale possiamo puntare al 51% perché c'è oltre il 50% di italiani che disgustati non vanno a votare. Con il nostro programma e con la grande 'crociata' dei nostri componenti possiamo convincerli a votare e a farlo per noi". 
Peccato che l’astensionismo era alle stesse anche quando al Governo c’era il centrodestra. 

Per vincere l’ex Cavaliere sembra pronto a riaccogliere in casa quanti vorranno rientrare dopo essersi lasciati ammaliare dalle sirene renziane. Come ad esempio Gaetano Quagliariellio: "Io dico che tutti coloro che pensano di essere utili alla battaglia di libertà sono i benvenuti, credo che ci sia il tempo di chiarirsi per i piccoli partiti o di tornare alla casa madre. Alcuni come Alfano e Lorenzin resteranno nella sinistra. Penso che Alfano resti con Renzi, ma questo non comporta una diminuzione dei voti del centrodestra". Della serie; tutti sono utili per vincere. Basteranno i vitelli grassi? 

Poi c’è il capitolo dedicato all’ingresso in politica dell’imprenditore Diego Della Valle. Con Berlusconi si sono a lungo detestati ma oggi l’ex Premier è pronto anche ad allearsi con lui. “Ho parlato con Della Valle – ha rivelato - ci siamo dati un appuntamento per un incontro. Lui non vuole fare un nuovo soggetto politico, non ha intenzione di diventare un protagonista della politica". Sta a vedere che adesso Della Valle si metterà a portare l’acqua al mulino di Berlusconi! Questa sì che sarebbe una notizia. Poi l’affondo contro Renzi accusato di aver tradito il Patto del Nazzareno e l'involontario autogol. "Renzi ha mancato di rispetto alla parola data e questa è stata una cosa molto grave. Il patto con lui era quello di ridarmi l'agibilità politica dopo la condanna. Ma ciò non è avvenuto".  
Come avrebbe potuto restituirgliela l’attuale Premier in presenza di una condanna definitiva della magistratura per frode fiscale? Con una legge ad personam forse? 

Una dichiarazione azzardata che forse soltanto dopo ha fatto sorgere negli azzurri il legittimo sospetto di un boomerang tale da ripercuotersi, non contro Renzi, ma contro lo stesso Berlusconi. 
Da qui quindi la precisazione di Forza Italia diramata subito dopo la conclusione del programma: "Il presidente Berlusconi non ha mai inteso sostenere che la modifica della Legge Severino, o di qualunque altro provvedimento che incidesse sulla sua condizione giudiziaria, fosse inclusa nel Patto del Nazareno. Quell'accordo, che come è noto non consisteva in un contratto ma in una serie di accordi politici, comportava evidentemente la legittimazione reciproca delle forze che lo avevano promosso. Era quindi incompatibile con la persecuzione politico-giudiziaria di un leader espressione di milioni di italiani, e con una cattiva interpretazione retroattiva, tutta politica, della Legge Severino, culminata con l'esclusione dal Parlamento, forzando leggi e regolamenti, del Presidente di Forza Italia. Un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica. La logica del patto del Nazareno era quella di un lavoro comune sulle regole e sulle garanzie: nel momento in cui questo spirito è venuto meno da una delle due parti, il Pd di Renzi, è caduto il presupposto su cui tutto il resto si basava". 

Una smentita che sa tanto di conferma; l’accordo c’era ma era mascherato sotto altre forme, questo il senso della precisazione azzurra. Perché alla fine più che contro Renzi la dichiarazione rischiava di danneggiare proprio il presidente Berlusconi che involontariamente oggi ha offerto un’arma in più al Pd per motivare la fine del Patto del Nazzareno; un patto che adesso quelli del Pd avranno buon gioco a sostenere di aver voluto far saltare per non sottostare ad un “ricatto politico” da Berlusconi stesso ammesso, quello cioè di legare l’accordo sulle riforme alla restituzione della sua piena agibilità politica. 

Un boomerang dunque per il novello "Comunardo" Berlusconi? 

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