Ecco la fine del dollaro? Consigli per i risparmiatori

13 novembre 2015 ore 15:59, intelligo
di Luciano Atticciati

Ecco la fine del dollaro? Consigli per i risparmiatori
Le prossime settimane saranno incentrate sulla questione del dollaro, con due grandi appuntamenti il 3 dicembre giornata del board della Bce, dove come preannunciato sarà ampliata la politica monetaria della nostra Banca Centrale e una dozzina di giorni dopo con la Fed, la Federal Reserve americana che dovrebbe annunciare dopo parecchi anni di tassi di interesse bassi, quasi zero, l’innalzamento del tasso d’interesse per le banche e a seguire dei titoli destinati ai risparmiatori.

Le conseguenze saranno notevoli per gli investitori. L’ampliamento della politica monetaria della Banca Centrale Europea attraverso l’imposizione di interessi negativi sui depositi delle banche europee presso la medesima e un maggiore acquisto di titoli di stato dei paesi dell’Eurogruppo porteranno a una maggiore inflazione, attualmente bassissima, a un innalzamento dei prezzi dei titoli di stato compresi i nostri btp, e a una svalutazione della nostra moneta nei confronti delle altre valute. L’innalzamento dei tassi di interesse americani spingeranno a un deprezzamento dei titoli obbligazionari americani attualmente in circolazione, all’emissione di nuovi titoli più redditizi, a un maggiore costo per le aziende Usa che vorranno finanziarsi con nuovi crediti ed infine ad un grande afflusso di capitali dall’estero con conseguente rialzo del dollaro. L’effetto non sarà di poco conto, attualmente nei principali paesi a livello mondiale abbiamo un’enorme quantità di obbligazioni che offrono interessi risicatissimi e la fame di cedole più sostanziose da parte dei piccoli risparmiatori è notevole. Tale politica non trova invece concordi i paesi emergenti asiatici e latino americani che sono fortemente indebitati nella valuta americana, e in questo momento si trovano a vivere un periodo di forte difficoltà.

Quali sono le tendenze per il futuro dei nostri risparmiatori? Sicuramente consigliabile è l’acquisto di titoli in dollari emessi dagli Stati Uniti, dalle grandi istituzioni internazionali (Bei, World Bank, ecc.) e anche dai nostri governi come Italy e Republic of Italy, titoli molto simili ai btp che si acquistano in dollari ed erogano cedole in dollari, ma attenzione se il valore di questi titoli in euro aumenta, il loro prezzo in dollari specialmente di quelli emessi negli Usa si svaluta a causa dei nuovi titoli che usciranno successivamente che offriranno tassi di interesse più alti. Chi volesse guadagnare sul rialzo del dollaro rapidamente dovrebbe acquistare titoli a breve scadenza (1-2 anni) che hanno oscillazioni di prezzo minori e risentono meno delle nuove emissioni. Le azioni americane che presentano prezzi già molto elevati si troveranno a dover competere con obbligazioni concorrenziali e pertanto nei prossimi mesi la borsa americana non sarà particolarmente brillante anche se gli americani sono già a conoscenza della questione e hanno in parte già “digerito” come si dice la notizia.


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