Le edizioni Paoline bocciano Socci ma non Leonardo Boff. Un autogol?

13 ottobre 2014 ore 9:52, Americo Mascarucci
Le edizioni Paoline bocciano Socci ma non Leonardo Boff. Un autogol?
Le edizioni Paoline hanno bocciato il libro di Antonio Socci “Non è Francesco”
. Con una circolare a tutte le librerie d’Italia, la direzione centrale ha dato disposizione di non proporre al pubblico il testo dello scrittore cattolico che avanza dubbi sull’elezione di Bergoglio fino a definirla illegittima essendo avvenuta, a detta di Socci, trasgredendo alcune norme fondamentali che regolano l’elezione dei pontefici. Secondo i responsabili delle Edizioni Paoline il libro non sarebbe fondato su elementi certi ma soltanto su mere ipotesi prive di fondamento e quindi non aiuterebbe lo sviluppo di una seria discussione. Antonio Socci ha parlato di “epurazione” e ha osservato come il  suo libro, al di là delle rivelazioni dirompenti, riconfermi in sostanza tutti i dogmi della Chiesa difendendo il magistero, diversamente da altri testi che vengono invece regolarmente commercializzati dalle Paoline. E su twitter è iniziata la polemica: si tratta o no di “inquisizione”? Certo è che il diritto alla critica consentito in passato nei confronti del futuro beato Paolo VI, di San Giovanni Paolo II e del Papa emerito Benedetto XVI, non può essere rivolto nei confronti di Bergoglio? Perché se in passato il diritto di critica verso i pontefici e le gerarchie lo hanno potuto esercitare personalità di tutto rispetto come Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Carlo Carretto, Enzo Bianchi e tanti altri (seppure in forme diverse sia chiaro), oggi questo diritto non dovrebbe essere concesso a Socci? Basta entrare in una qualsiasi libreria cattolica per accorgersi della varietà di offerta fornita al pubblico sia sul piano dottrinale che su quello sociale e politico. Ad Assisi nelle librerie francescane è possibile trovare, anche su uno stesso scaffale, le encicliche di papa Wojtyla o i libri di Benedetto XVI accanto agli scritti di Leonardo Boff l’ex frate francescano brasiliano esponente di spicco della Teologia della Liberazione che nel 1992 abbandonò l’ordine dopo essere stato condannato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (presieduta da Ratzinger) a causa delle sue idee marxiste e rivoluzionarie e i suoi attacchi alla Chiesa. Ancora oggi Boff da laico è uno dei teologi più vicini al mondo dell’estrema sinistra, oltre che un esponente di primo piano del movimento no-global. Eppure nonostante Boff abbia definito la Chiesa  “del tutto irrilevante ai fini della difesa dei poveri della terra”, i suoi libri trovano cittadinanza nelle librerie francescane nonostante come detto non faccia più parte dell’ordine da oltre vent’anni.
Le edizioni Paoline bocciano Socci ma non Leonardo Boff. Un autogol?
Così come potrà capitare di trovare in altre librerie, anche in quelle Paoline, testi del teologo Giovanni Franzoni, l’ex sacerdote ed abate benedettino portabandiera nel 1974 del movimento dei cattolici per il divorzio, sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale dalla Chiesa. Attenzione, nessuno sta dicendo che certi testi non debbano essere ospitati nelle librerie religiose, anzi al contrario, il confronto di idee e la diversità di vedute anche su questioni di carattere etico e dottrinale è sempre molto utile. Premesso ciò, non si capisce però per quale motivo non debba essere messo in vendita dalle Edizioni Paoline il libro di Socci che probabilmente sosterrà pure tesi sbagliate e criticabili, ma pur sempre da rispettare e con le quali confrontarsi. Un autogol quello compiuto dai responsabili della casa editrice che puzza tanto di “pensiero unico"? E' proprio papa Francesco che ha promosso il dialogo e il confronto, dentro e fuori la Chiesa, su ogni questione, compresi i cosiddetti temi etici che per anni sono stati sempre considerati indiscutibili (vedi la questione della comunione ai divorziati risposati che comunque la si pensi ha attinenza stretta con il principio non negoziabile dell’indissolubilità del matrimonio). E allora non abbiate paura del libro di Socci, confrontatevi con esso e lasciate che anche il pubblico ci si possa confrontare. Perché se il dialogo è soltanto a senso unico allora restituiteci al più presto quella Chiesa che non sapeva dialogare con il mondo (secondo Scalfari ovviamente) e che mai come oggi appare così largamente tollerante e permissiva.
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