Gli angeli e i demoni di Genova. Ecco chi sono e chi vince

13 ottobre 2014 ore 11:40, intelligo
  Due mondi si scontrano a Genova, ma solo uno deve vincere. Ecco chi sono e quali partite stanno giocando. In campo e per il futuro... Angeli: sono i ragazzi con le pale, le magliette e i guanti sporchi di fango che con energia stanno spalando i detriti lasciati dall'alluvione.«Non c’è fango che tenga» hanno scritto come segno distintivo e sono arrivati anche da fuori città per dare il proprio sostegno e la propria solidarietà fattiva. Si tratta di studenti, alcuni giovanissimi, volontari registrati in municipio e tante altre persone di buona volontà. Ma sono arrabbiati: i genovesi urlano la loro rabbia contro le istituzioni che hanno lasciato Genova ai suoi demoni. I demoni: 1) il problema geologico. Ne ha parlato con noi l'esperto Mario Tozzi «L’idea è che è successo quanto accaduto nel novembre 2011 (e non solo) perché sono gli stessi corsi d’acqua che sostanzialmente sono esplosi e hanno rigettato fuori una partita d’acqua che non riuscivano a far defluire. La cosa è sempre quella: ci sono piogge intense concentrate in un lasso di tempo molto minore rispetto a prima che scaricano una quantità di millimetri di acqua che magari un tempo erano diluiti nell’arco di due-tre mesi. Si tratta di una quantità concentrata di millimetri d’acqua che le vie fluviali avrebbero difficoltà a smaltire anche se fossero pulite, libere; oggi invece i corsi d’acqua sono intombati sotto le strade, le città, sono pieni di detriti e dunque facilmente saltano in aria come vere e proprie bombe. In Liguria accade da quindici anni. Poi c’è il caso specifico di Genova». 2) la burocrazia: dopo l’alluvione del novembre 2011 erano stati stanziati diversi milioni per gli interventi in emergenza sulle vie fluviali ma questi soldi di fatto non sono mai stati spesi perché la ditta arrivata seconda alla gara di appalto ha fatto ricorso al Tar ritenendosi danneggiata e dunque la burocrazia ha impedito di avviare i lavori necessari. 3) la politica: arriva in ritardo, tampona ma non risolve, parla ma non interviene. E la popolazione gli urla contro a più non posso. La passerella non è gradita, si prega di fare marcia indietro. Tre (almeno) contro uno: gli ostacoli sembrano più alti delle prospettive di successo, ma non è così. Perchè se gli angeli si arrabbiano non guardano in faccia nessuno. Intanto si viene a sapere che lo Sblocca Italia conterrà delle misure per accelerare gli interventi dopo l'alluvione di Genova. Lo ha annunciato la relatrice al provvedimento, Chiara Braga. E' in arrivo un emendamento "per l'affidamento immediato di opere rilevanti e urgenti di contrasto al dissesto idrogeologico, anche sopra la soglia comunitaria degli appalti"... Come al solito la toppa.
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